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BUSINESS ART WORKSHOP

Innovazione e Armonia, lezioni di management dalla
Pinacoteca Ambrosiana
Venerdì 13 novembre – 14.30 – 17.30
Pinacoteca Ambrosiana

Un’innovativa opportunità di apprendimento organizzativo nel colto e raffinato contenitore della Pinacoteca Ambrosiana

Il Seminario combina l’emozione che nasce da 3 quadri straordinari della Pinacoteca con un processo di analisi delle stesse opere sulla base di categorie artistiche ed organizzative. L’evento si inserisce nel filone degli studi sulla cultura e sull’approccio estetico all’organizzazione e perciò la progettazione e la conduzione del workshop sono pensati per aiutare i partecipanti a conoscere in modo diverso alcuni fenomeni manageriali:

  • la rottura degli schemi e la prospettiva del leader,
  • il cambiamento dei valori,
  • il rapporto tra il leader ed il team come scambio di conoscenza,
  • la performance tra gioco e lavoro.

Il processo di fruizione, riflessione, teorizzazione coinvolgerà in modo attivo i partecipanti, il cui numero è rigorosamente contenuto in 20 persone. Il Seminario sarà condotto da Sissa Caccia Dominioni, storica dell’arte, e Sandro Catani, consulente di management.

Comunicare la cultura d’impresa: identità, storia e valori
Venerdì 13 novembre – 10.00 – 17.00
Headquarter Pirelli Re

Le tecniche di produzione artistica al servizio della riflessione aziendale
Il workshop offre ai partecipanti la possibilità di sfruttare in modo inedito antiche tecniche di produzione artistica, dedicandone i risultati alla rappresentazione della cultura d'impresa. I linguaggi dell’arte e la riproducibilità insita nelle tecniche impiegate diventeranno veicolo di trasmissione e diffusione dei punti di vista acquisiti durante il laboratorio. Il partecipanti, il cui numero è limitato a 15, verranno coinvolti nella produzione di un’opera il cui significato sarà condiviso con l’intero gruppo alla fine della giornata. Il seminario sarà condotto da Maria Grazia Strano, consulente di management, e da Stefano Cardini, art director di trivioquadrivio. La mattina sarà dedicata all'approfondimento del tema della cultura d'impresa, per suscitare la personale riflessione di ogni partecipante relativamente alla cultura della propria organizzazione. In seguito verrà approfondito il tema della rappresentazione della cultura organizzativa, tramite l'intervento di Fondazione Pistoletto ed Editalia che, rispettivamente, forniranno il resoconto di una concreta esperienza di lavoro sulla cultura d'impresa tramite un approccio artistico e una panoramica sulle tecniche di rappresentazione utilizzabili. Dopo il pranzo, a un focus sulla rappresentazione simbolica di concetti astratti seguirà il lavoro pratico vero e proprio, in cui ogni parteciapante verrà condotto a rappresentare e comunicare i tratti salienti della cultura dell'impresa di provenienza.

Contemporary Art and Creative Thinking
Venerdì 13 novembre – 11.00 – 17.30
Deutsche Bank

L’importanza della creatività è oggi unanimemente riconosciuta all’interno delle imprese, non solo nelle funzioni tradizionalmente rivolte all’innovazione. Contrariamente a quanto solitamente si pensa, la creatività dipende solo in piccola parte da fattori innati, quali il talento e l’intelligenza individuale. Al contrario, essa può essere appresa da chiunque abbia voglia di confrontarsi con un approccio trasversale e multidisciplinare. In particolare, la pratica artistica è un ricco terreno di suggestioni legate alla creatività.
Il workshop CONTEMPORARY ART AND CREATIVE THINKING, condotto dall'artista Debora Hirsch e dal formatore di trivioquadrivio Dario Villa, offre l’opportunità, attraverso l’avvicinamento al processo di creazione artistica, di acquisire un nuovo approccio allo sviluppo della creatività all’interno delle pratiche lavorative: sviluppare abilità creative, creare un ambiente che favorisca l’innovazione, incentivare la motivazione a essere creativi. I partecipanti avranno la possibilità di esplorare l’iter creativo di un artista, stabilendo al tempo stesso collegamenti con la propria pratica aziendale. Il metodo, fortemente interattivo e partecipativo, crea le condizioni per la ricerca di soluzioni innovative e richiede il continuo apporto di contributi autentici da parte dei partecipanti stessi.

 INCONTRI GRATUITI

 How to use your eyes
Venerdì 13 novembre – 10.00 –11.45
Headquarter Pirelli Re

In occasione di Art For Business Forum, James Elkins terrà la sua prima lecture in Italia dal titolo How to use your eyes . Elkins condurrà il pubblico attraverso un percorso di apprendimento all’osservazione, all’utilizzo dei propri occhi in maniera efficace, con più pazienza rispetto a quella che abbiamo solitamente. Si dice che viviamo nell’epoca della massima cultura visiva, che vediamo più immagini di quante le persone ne abbiamo mai viste in passato: videogame, computer grafica, film, pubblicità, tutto ci appare a una velocità mai sperimentata in precedenza. Non è chiaro tuttavia se abbiamo una vera cultura dell’immagine. Molte delle immagini che vediamo si assomigliano tra loro: se avete guardato dei video musicali per alcune ore, sapete quanto le immagini siano ripetitive. Se avete letto dei giornali finanziari, sapete quanto i grafici e le tabelle siano simili. Elkins ci spiega come non siamo preparati visivamente, perchè non ci fermiamo a guardare veramente. Cosa succederebbe se ci fermassimo a osservare con maggiore attenzione? Probabilmente il mondo si rivelerebbe come un fiore, pieno di colori, di forme e di significati di cui mai avremmo sospettato l’esistenza.

 L’Intelligenza Estetica
Headquarter Pirelli Re

L’intelligenza estetica ci aiuta a riconoscere relazioni impreviste tra fenomeni noti ed è lo strumento che ci consente di orientarci nel mondo in modo creativo. La cultura moderna, con la sua forte passione per il rigore scientifico e per l’intelligenza astratta, ha confinato l’uso dell’intelligenza estetica a specifiche categorie di “esperti”: artisti, critici, connoisseurs. La cultura contemporanea sta invece riscoprendo il contributo che l’intelligenza estetica può offrire a molte attività e, in particolare, al mondo degli affari.

 Dalla metafora all’organizzazione: arte e formazione manageriale
Venerdì 13 novembre – 11.45 –13.30
Headquarter Pirelli Re

L’arte è uni straordinario strumento di conoscenza perché, attraverso metafore visive, racconta a tutti la realtà e la complessità, non come la si vede, ma come è. Il valore educativo dell’arte consiste proprio nel consegnare al mondo una realtà significante. La pratica artistica, sia produttiva che contemplativa, aiuta a imparare a guardare e poi a vedere, a mettere in relazioni concetti, oggetti, eventi e situazioni spesso invisibili, quegli intangibile, ora divenuti nella business community i principali asset su cui sviluppare l’economia. “Io non escludo la possibilità che, guardando i miei quadri, un uomo d’affari possa scoprire il modo di fare un buon affare, o uno scienziato un modo per risolvere un problema. La soluzione costituita dal quadro è una soluzione di ordine generale, applicabile a qualsiasi altro ambito”, scriveva Joan Mirò, il grande artista spagnolo scomparso nel 1983. L’arte infatti ha la capacità di universalizzare esperienze personali e suggerire nuovi approcci nella risoluzione dei problemi. Le imprese hanno bisogno di persone adatte a portare valore in un mercato sempre più esigente di innovazione e sempre più proiettato alla dimensione globale, ossia alla necessità di mettere insieme non solo braccia ma anche e soprattutto culture, lingue, sensibilità diverse. Alcune caratteristiche che appartengono all’artista dovrebbero appartenere anche al worker dell’economia della conoscenza, dell’economia globale, dell’economia del libero mercato, dell’economia dove non sono più tanto i prodotti a competere, ma i valori e le emozioni che essi veicolano. L’incontro vuole approfondire l’art-based learning, attraverso il racconto di case study internazionali e nazionali. Un occasione unica per le imprese aperte all’innovazione e attente a portare nuove esperienze formative ed educative nelle risorse umane.

 Ricerca e ambiente: l’arte come strumento di sperimentazione e comunicazione
Venerdì 13 novembre – 15.00 –16.30
Headquarter Pirelli Re

Salvaguardia dell’ambiente, fonti rinnovabili, energie alternative sono temi al centro dell’attività di ricerca delle imprese che si trovano sempre più di fronte alla necessità di investire in ricerca su questo fronte. In questo contesto emerge l’esigenza altrettanto urgente di riuscire a veicolare i contenuti delle ricerche o a comunicare temi difficili da comprendere perché nuovi, intangibili e appartenenti a un’area che ha molto a che fare con l’innovazione scientifica e poco con le abitudini di vita riconosciute dal grande pubblico. In questo contesto, tra business dell’energia, scienza, problemi ambientali e industria, si propone l’arte come strumento sia di ricerca che di comunicazione. La capacità dell’arte di dare forma all’invisibile, di rappresentare l’intangibile, di veicolare attraverso le metafore e la poetica temi molto difficili apre nuove frontiere alla comunicazione d’impresa e all’agire dell’arte stessa. L’incontro vuole approfondire alcuni casi che hanno deciso di affidare all’arte contemporanea il compito di veicolare contenuti legati al tema dell’energia, della ricerca tecnologica, dell’ambiente. La parole agli artisti, alle imprese e a chi studia i rapporti tra arte e scienza.

 La trasparenza nel mercato dell’arte: investimenti e corporate collections
Venerdì 13 novembre – 15.00 –16.30
Università Bicocca

Una maggior trasparenza nel mercato dell’arte può essere utile? La trasparenza e’ una qualità essenziale per un mercato efficiente. Un mercato efficiente è meno rischioso e attrae quindi maggiori investimenti. In un mercato efficiente sono disposti ad investire anche coloro che non sono specifici cultori della “merce” trattata, e tutti quelli che non amano il rischio accentuato e incontrollato. Il “lemon market” resta invece confinato in ambiti ristretti. Un mercato efficiente richiede un elevato numero di scambi su prodotti “standardizzati” di cui si conoscano prezzo, quantità e contraenti. Si richiede quindi che la maggior parte delle compravendite vengano accertate in un ambiente fisico (come le vecchie borse) o informatico (concentrazione degli scambi). Inoltre, è necessario che esistano chiare regole su ciò che è consentito e cosa no, nonché organismi di controllo perché esse vengano rispettate. Vanno punite le operazioni di aggiotaggio, atte a manovrare il mercato, che invece deve rispondere alla legge della domanda e dell’offerta; le operazioni in cui si trae profitto da informazioni riservate; vanno individuati dei soggetti abilitati ad operare. Occorrono norme fiscali chiare che agevolino il mercato senza renderlo per questo luogo di manovre illegali. Il mercato, insomma, per essere efficiente, deve avere una sua identità chiara in ampi spazi, mezzi, operatori e controllori. Ci chiederemo attraverso il contributo di esperti di più ambiti quale è la situazione attuale del mercato dell’arte in Italia e come possa migliorare.

Nuovi territori- Cultura d'impresa e sviluppo locale
Venerdì 13 novembre – 16.30 –18.00
Headquarter Pirelli Re

“Italia museo diffuso”; “Italia museo dei musei”.
Antonio Paolucci e Andrea Chastel così definiscono nei loro studi il nostro Paese: il vero primato mondiale dell’Italia consiste nella diffusione e nella incredibile ed unica presenza capillare di tesori d’arte, bellezza e cultura in tutto il suo territorio. Forse di qui discende anche la storia e la vocazione di tanti distretti industriali e la presenza di tanta piccola e media impresa e di tanta imprenditoria. I territori maggiori e minori (questi ultimi, minori solamente per notorietà e non per importanza) si propongono nella tavola rotonda con atteggiamento e profondità di pensiero che sottintendono un nuovo modo di offrire l’Italia quale prodotto turistico di qualità e di alto contenuto. Non estranea a questo approccio è la scelta di avvicinare e mettere in armonia il “turista” con il “cittadino residente” e di accostare l’opera d’arte con l’attività imprenditoriale locale con la convinzione che un luogo piacevole e bello da visitare deve essere un luogo piacevole e bello da vivere.

 Il caso Guggenheim e la comunità economica in Europa
Venerdì 13 novembre – 17.45 –19.00
Deutsche Bank

Una casa-museo privata, una banca e un edificio da archistar progettato secondo il modello della centralità dell’architettura voluto da un direttore tanto coraggioso e innovativo quanto discusso. Sono i tre Musei Guggenheim d’Europa: Venezia, Berlino, Bilbao. Sono trascorsi circa 70 annida quando la Solomon Guggenheim Foundation inaugurò negli Stati Uniti il suo primo museo. Negli anni, grazie all’intuizione dell’allora direttore Thomas Krens, il museo si è espanso, prima in Europa e ora nel mondo, divenendo un vero e proprio brand del consumo culturale. Uno degli elementi del successo della Fondazione Guggenheim nel mondo è l’introduzione dei suoi esperti metodi di fund raising che hanno trasformato il museo da luogo di fruizione ad attivatore di processi culturali che vedono coinvolta la business community. Ma come si potuto integrare il modello americano di Krens con la cultura europea? Che tipo di rapporto esiste tra i tre Guggenheim d’Europa, tanto diversi uno dall’altro, e la business community? Cosa offrono alla comunità economica e cosa prendono da essa? Un incontro inedito tra i direttori delle tre sedi europee e la business community, per indagare il rapporto fra i musei ed i contesti economici in cui sono inseriti everificare l’efficacia dei modelli d’associazione, importati dal modello americano.

 Arte ed Economie: verso nuovi modelli di scambio
Sabato 15 novembre – 12.30 – 14.00

Headquarter Pirelli Re

Parlare, con coraggio, di "felicità" e dell'urgenza di esplicitare altri modelli di felicità possibile, visto che quelli del mercantilismo e dello spettacolo hanno ridotto al minimo i loro margini di credibilità, proprio quando il loro dominio sembra essere diventato "globale". Una globalità e un dominio che la crisi dimostra precari e fragilissimi. Proprio Crisi è un termine e un concetto sul quale Carlo Sini ha riflettuto molto, al punto da individuarvi il fondamento del pensiero occidentale stesso, dai greci in poi. In questo contesto l'artista dovrebbe assumere il ruolo di un "critico sperimentale", un personaggio che è in grado di creare uno spazio di giudizio, da un punto di vista che è insieme interno ed esterno, intorno alle norme, ai dati, ai racconti, alle attese che una comunità condivide senza rifletterci troppo. La transazione economica è uno di questi "dati", figura trascendentale di regolazione dello scambio sociale, anche dentro la cultura, anche dentro il cosiddetto "sistema dell'arte".  I parametri del successo e della realizzazione personale e professionale possono venire cambiati dal richiamo di quei valori che l’arte propone, rappresenta, incarna? Dal possesso di oggetti di lusso o di opere d’arte acquistate all’ultima asta di grido alla felicità provocata dal godimento della visione di un’opera d’arte pubblicamente esposta, non individualmente posseduta ma collettivamente valorizzata. Sogno o realtà? Domande che sorgono spontanee in questo momento, in cui anche i viaggi culturali sono divenuti esperienza da luna park e i simboli del benessere sono sempre più allineati a un materialismo spiccio e di basso profilo. Che ruolo gioca l’arte in tutto questo? Qual è la responsabilità della cultura e della creatività all’interno di questo nuovo scenario che ha sempre meno del fantascientifico e sempre più del realistico e che vede come necessaria la “diminuzione del livello materiale della nostra vita”?

La cultura d’impresa come bene culturale
Sabato 15 novembre – 14.00 – 15.45

Headquarter Pirelli Re

Per la comunità che lo ospita, il bene culturale rappresenta una preziosa opportunità di sviluppo, oppure un ingombrante spreco di risorse. Qualcosa di molto simile accade nell’impresa. Quando viene correttamente rilevata e opportunamente tradotta, la cultura aziendale può diventare la leva fondamentale dell’organizzazione. Viceversa, quando viene trascurata, la cultura può trasformarsi nell’ostacolo principale di qualsiasi processo di business. Dove si radica il valore simbolico che un monumento offre ai cittadini? E cosa può imparare l’impresa dal senso di appartenenza che il patrimonio culturale custodisce?

 Tutelare la creatività
Sabato 15 novembre – 15.00 – 16.30

Deutsche Bank

Può la creatività essere tutelata con strumenti giuridici, così come un brevetto protegge un oggetto e il suo inventore? E ancora: con quali mezzi possiamo valorizzare quella stessa creatività? Collezionandola, mostrandola, riproducendola, facendone aumentare il valore finanziario? Infine: a chi appartiene un’opera: a chi l’ha fatta, a chi l’ha acquistata, a chi l’ha fatta conoscere? Su queste domande si confrontano personalità del mondo artistico, finanziario, imprenditoriale e giuridico. Culture e saperi diversi che condividono l’obiettivo di garantire alle opere d’arte la giusta attenzione e valorizzazione.

 Il ruolo pubblico delle imprese nello sviluppo dell’arte. La situazione negli Stati Uniti, Gran Bretagna e Italia
Sabato 15 novembre – 15.45 – 18.30

Headquarter Pirelli Re

L’arte come principale patrimonio di significati, bellezza, creatività, innovazione, sperimentazione, visione, pensiero, comunicazione, tecnologia, etc.. Come tutti i patrimoni, oltre a essere conservato, va valorizzato, condiviso, comunicato, reso vivo. Opera nel territorio e dal territorio inizia il suo viaggio verso altri luoghi semantici, visivi, sociali. Le imprese, anch’esse territori con una propria logica sociale e con proprie dinamiche culturali, assumono sempre più un ruolo da protagonisti nelle strategie di valorizzazione e sviluppo dell’arte, soprattutto quando si parla di contemporaneo. In Italia si è sempre pensato che toccava agli enti pubblici tutelare il patrimonio artistico del nostro paese. Seguendo questa logica, che ha scelto la strada della conservazione più che della valorizzazione, e venendo meno i contributi statali, i Beni Culturali sono divenuti un vero e proprio peso da portare sulle spalle. Ma se si guarda all’Italia come a una continua palestra di pensiero, creatività, bellezza, significato, dal contemporaneo cinquecentesco a quello del ventunesimo secolo, allora emerge subito l’urgenza di coinvolgere le imprese nella valorizzazione di questo tessuto culturale, chiamandole ad assumere un vero e proprio ruolo pubblico. Prima di riflettere su questo tema è importante capire cosa accade negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, paesi che hanno costruito un vero e proprio modello di partnership tra il pubblico e il privato per promuovere, produrre, spingere l’arte e la creatività del proprio Paese.

Un‘impresa senz’arte è un’impresa di bruti
Sabato 15 novembre – 18.30 – 19.30

Headquarter Pirelli Re

Dire che l’arte è soprattutto una questione di sentimento equivale a sostenere che il suo scopo consiste nel procurare piacere; di questo passo l’opera d’arte diventa un lusso, un accessorio a una vita impostata sul piacere. (…)
L’impiegato e l’operaio non meritano piaceri maggiori di quelli normalmente concessi alla grigia e necessaria routine del lavoro? Certamente. Ma esiste un divario profondo tra la ricerca deliberata del piacere e il godimento legittimo derivante dalla vita attiva o da quella contemplativa. Uno dei maggiori punti a svantaggio della nostra civiltà è proprio il fatto che i piaceri tratti dall’arte, sia in fase creativa che in quella fruitiva siano del tutto sconosciuti al lavoratore o si ritiene che debbano restare tali. Si da per scontato che quando si lavora si debba fare ciò che piace meno e quando si è liberi tutto ciò che piace di più. Questo appunto intendiamo, fra l’altro, quando parliamo dell’impoverimento dei nostri livelli di vita; il fatto che l’operaio sia mal pagato è meno inaccettabile del fatto che non si possa appagare di ciò per cui è rimunerato nella stessa misura in cui lo appaga ciò che fa per libera scelta.

Già a metà del 900 il Filosofo indiano Ananda Coomaraswamy scriveva questi passi, denunciando il progressivo allontanamento dell’arte dalla vita di tutti i giorni. Ad Art For Business Forum le sue idee verranno riprese e interpretate dallo storico dell’arte Philippe Daverio e dall’economista Severino Salvemini. Alla ricerca di un nuovo umanesimo nell’impresa.


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