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RICERCA
E AMBIENTE: L'ARTE COME STRUMENTO DI COMUNICAZIONE
E SPERIMENTAZIONE
Venerdì 14 Novembre h: 15:00
Università degli Studi Bicocca
di Verdiana de Leoni, Università Cattolica del Sacro Cuore, Gestione
dei Beni Artistici e Culturali.
Moderatore: Valeria Cantoni
Relatori:
Susanna Gemmo, Gemmo SpA
Jeffrey Inaba, artista
Lucio Pecchini, A.D. Vibrapac
Fernanda Roggero,
responsabile 24ore magazine
Marina Wallace, direttore
Artakt
Scopo della conferenza è quello di capire
come l'arte possa essere d'aiuto alla ricerca
intesa come innovazione di prodotto, processo
e comunicazione.
In particolare il desiderio è quello
di evidenziare l'utilizzo dell'arte, da parte
di aziende che si occupano di risorse, tecnologia
e scienza, come strumento di sensibilizzazione
verso temi quali le energie rinnovabili e la
sostenibilità ambientale.
Susanna Gemmo rappresenta la Gemmo SpA, società presente
dal 1919 che si occupa di innovazione tecnologica
o più semplicemente, come ama definire
lei stessa il proprio lavoro,“della parte
intelligente delle infrastrutture”.
Obiettivo
principale dell'azienda è la
continua ricerca scientifica, la volontà di
anticipare i tempi e di trovare sempre nuove
soluzioni, per questo si avvale, oltre che della
propria equipe, di giovani studenti universitari
che vengono stimolati eformati direttamente all'interno
creando così una collaborazione fra il
mondo accademico e il mondo del lavoro particolarmente
florida e dialettica.
Uno dei presupposti dai
quali una società che
opera da quasi un secolo non può però prescindere è un
ruolo sociale attivo: ciò è stato
realizzato attraverso la collaborazioneconlo
spazio di Viafarini, volto anch'esso a scoprire
e assistere giovani artisti emergenti. Le due
realtà si trovano così in linea
per la continua ricerca ed evoluzione dei loro
progetti. La collaborazione si è esplicitata
su due differenti piani: il primo è stato
quello di individuare, sostenere e comprare opere
di artisti emergenti che sono state poi esposte
nei locali della Gemmo; il secondo ha visto una
stretta sintonia sul campo tra gli ingegneri
della Gemmo e gli artisti di Viafarini (si veda
come esempio l'ultimo lavoro di Alfredo Jaar
esposto attualmente negli spazi dell'Hangar Bicocca)
spinti dalla volontà di superare i limiti
che il mestiere scientifico impone.
Principalmente
la Gemmo SpA ha rivolto i frutti di questo progetto
a favore di una comunicazione interna, investendo
quindi nella cultura dei propri dipendenti nella
convinzione che in luoghi dove si respira arte
non può non esserci
una particolare sensibilità da parte delle
persone che quei luoghi li abitano verso valori
si intangibili ma senza i quali non si potrebbero
ottenere risultati concreti.
Marina Wallace è la referente di ArtAkt,
un progetto che riguarda il legame tra arte e
scienza che vede l'arte come una manifestazione
visibile della ricerca scientifica.
L'intervento
si è rivolto verso la tematica
del confine tra arte e scienza e se questo sia
definibile e in quali modalità. Dopo una
buona analisi delle mostre passate, inerenti
all'argomento e sostenute dal Wellcome Trust
in collaborazione con la Hayward Gallery, si è giunti
alla conclusione che forse questo confine non
può essere delimitato concretamente in
quanto le due discipline si trovano su piani
paralleli di azione che sconfinano tra loro continuamente.
Lucio Pecchini ha presentato il piano di comunicazione
attuatosi in occasione dei 50 anni di vita dell'azienda
di famiglia Vibrapac.
Come per la Gemmo, anche
la Vibrapac ha trovato in Viafarini e più esplicitamente
nella neonata
associazione, La Fabbrica del Vapore, un suo alter-ego con cui collaborare felicemente.
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L'intento
era quello di rimarcare i valori fondanti della
società scegliendo una forma “alternativa” quasi “provocatoria” di
comunicazione: l'arte.
Ecco allora che l' arte
contemporanea si sposa perfettamente con gli
obiettivi del messaggio Vibrapac: Innovazione,
attenzione particolare al Progetto Architettonico,
Competenza Multidisciplinare.
Anche in questo
caso come era accaduto prima per la Gemmo SpA
il feedback positivo di una scelta così forte
e radicale c'è stato
ma ha portato prevalentemente i suoi frutti all'interno,
per avere un riscontro esterno bisognerà attendere
qualche tempo, afferma il sig. Pecchini, con
questa iniziativa sono solo state gettate le
basi per nuove forme di collaborazione fra il
mondo delle imprese e quello dell'arte.
Jeffrey Inaba ha presentato il proprio lavoro
per Enel Contemporanea che, giunta alla seconda
edizione, ha invitato l' artista a riflettere
sul tema dell'attesa, del tempo e dell'energia
che quest'ultimo racchiude.
Il lavoro di Inaba è stato
quello di creare uno spazio di attesa, una Waiting
Room, presso il Policlinico Umberto I di Roma
in cui l'artista propone spazi diversi dove passanti,
visitatori,medici e pazienti possono trovare
momenti di svago. L' idea è stata quella
di un fungo gigante con di fianco un'altra forma
geometrica fatta di luci e colori ma soprattutto
di materiali ecosostenibili che di giorno assorbono
luce per poi illuminare, con l'energia incamerata,
il luogo alla sera.
Ecco allora che arte e architettura
tornano a lavorare a stretto contatto per migliorare
le relazioni fra visibile e invisibile, fra persone
e cose ma soprattutto fra persone e luoghi.
E' stato infine presentato da Fernanda Roggero
il progetto di Ventiquattro Magazine di regalare
a Milano un miraggio, uno scorcio di come questa
città potrebbe cambiare e di come in realtà quest'ultima
viene vista agli occhi di 5 diversi artisti contemporanei
attivi in 5 diverse aree artistiche: Design,
Arte Contemporanea, VideoArt, LightDesign, Architettura.
La
via prescelta al cambiamento è stata
Corso Como, simbolo di tutti gli stimoli per
i quali il cuore di Milano batte: dalla Moda
all'Arte, dalla Finanza alla Vita Notturna.
Il
progetto, nel quale il Comune di Milano è stato
attivamente coinvolto, si pone un ambiziosoobiettivo
di riqualificazione urbana, per il momento ancora
utopistico, nella speranza che le opere realizzate
possano entrare concretamente a far parte della
vita dei cittadini milanesi rimanendo quindi
in forma permanente sul suolo pubblico.
Questo interessante dibattito ci ha portati
alla conclusione che l'arte è come sempre
un grande strumento di comunicazione d'impresa
per le aziende ma è soprattutto un strumento
di comunicazione di valori in grado di arrivare
ad un pubblico ben più ampio che oggi,
nel XXI sec., pone l'attenzione su temi importanti
e concreti quali l'ambiente e l'ecologia.
L'arte,
in tutte le sue sfaccettature e manifestazioni,
ha sempre cercato di migliorare la vita dell'uomo,
di migliorare le relazioni fra quest'ultimi e
fra quest'ultimi e l'ambiente circostante; oggi
si trova di fronte alla sfida di rendere questo
mondo un mondo migliore e non solo per le sue
capacità evocative ed emozionali, ma agendo
concretamente, realmente ed efficacemente sul
territorio trasformandolo in un luogo più bello
e più attento all'ambiente, più “sostenibile”.
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