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IL RUOLO
PUBBLICO DELLE IMPRESE NELLO SVILUPPO DELL'ARTE.
LA SITUAZIONE NEGLI STATI UNITI, GRAN BRETAGNA
E ITALIA.
Sabato 15 Novembre, h. 15.45
Università degli
Studi Bicocca
di Verdiana de Leoni, Università Cattolica
del Sacro Cuore, Gestione dei Beni Artistici
e Culturali.
Moderatore: Valeria Cantoni
Relatori: Colin Tweedy,Chief
Executive Art&Business
UK
Julie Peeler,Art and Business Programs USA
Chiara
Bertola, Responsabile delle Attività Artistiche,
Fondazione Querini Stampalia
Giovanni Buttitta,
Direttore Relazioni Esterne e Comunicazione, Terna
Gianfranco
Maraniello, Direttore, Mambo
Gianluca Winkler,
Direttore Comunicazione, PirelliRe
Salvatore Carrubba,
Direttore Strategie Editoriali, il Sole24Ore
Fabio
Vaccarono, Direttore Generale, il Sole24Ore
L'obiettivo della conferenza è stato
quello di evidenziare il ruolo pubblico che le
imprese hanno e possono avere nel tessuto sociale
e nell'arte.
Si è cercato di determinare
e tematizzare questo ruolo attraverso gli interventi
di rappresentanti del mondo delle imprese e operatori
del settore; incisivi poi sono stati gli interventi
di Julie Peeler e Colin Tweedy, rispettivamente
rappresentanti dell'Art and Business USA e UK,
i quali hanno evidenziato come, soprattutto in
America, i privati, intesi anche come aziende,
influiscano e sostengano il mondo dell'arte e
della cultura.
Il dibattito
ha visto emergere due diverse posizioni: un filone
ottimista sostenuto principalmente da Giovanni
Buttitta di Terna e Gianluca Winkler di PirelliRe
i quali hanno difeso le esperienze positive delle
proprie aziende, riscontrando un importante interesse
da parte del pubblico: Terna ha avviato quest'anno
il premio Terna per l'Arte Contemporanea in un'ottica
di responsabilità sociale
dell'impresa che vuole restituire in qualche
modo valore al territorio e alla comunità nella
quale opera; PirelliRe che con la scelta di togliere
il proprio nome e logo dalla sua creatura HangarBicocca
ha fortemente sottolineato la propria posizione
di socio sostenitore di quest'ultimo ma assolutamente
paritario rispetto a tutti gli altri soci della
neo nata Fondazione HangarBicocca , anch'essa
strumento di restituzione di valori al territorio.
Gianfranco
Maraniello, direttore del Mambo, ha invece espresso
una visione molto realistica e cinica, passata
per lievemente pessimista, affermando il bisogno
dell'Italia di aprire gli occhi, smettere di
sognare, e cercare di creare, trovare nuove soluzioni
non provando ad imitare i modelli impossibili
anglosassoni ma perseguendo un nuovo modello
che calzi a pennello con il paese Italia seppur
adesso in crisi.
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Salvatore
Carrubba, lato artistico di questa presenza bipolare
al forum di dirigenza de Il Sole24ore, e Fabio
Vaccarono, lato economico, hanno esposto due
diversi ma allo stesso modo importanti punti
di vista su come far dialogare il mondo dell'arte
con quello dell'impresa.
La cultura è qualcosa
di cui nessuno di noi può fare a meno, è una
forma di proiezione di noi stessi nella società,
afferma Carrubba e per difendere e diffondere
la libertà di cultura abbiamo bisogno
di dare maggiore spazio ai privati per questo
sottolinea l'importanza di un intervento statale
con nuove norme fiscali che agevolino l'investimento
da parte dei privati in arte.
Fabio Vaccarono,
cerca di dare spazio al metodo che il mondo dell'arte
dovrebbe cercare di adottare per trovare maggiori
punti di intesa con le esigenze delle imprese
di obiettivi short-term; intuire che il mondo
della cultura porta in sé a
risultati long-term non è facile da vedere
per le imprese ma proprio per queste ragioni è importante
che la cultura tenga conto delle diverse logiche
aziendali nel formulare la propria offerta.
Chiara Bertola, in linea con gli interventi
dei due esponenti internazionali che hanno evidenziato
l'importanza di fare sistema, di sentirsi un
COUNCIL, e di conseguenza di lavorare veramente
e seriamente insieme fra tutti gli esponenti
del mondo dell'arte, ci ha raccontato un po'
la sua esperienza con il Premio Furla del quale è responsabile.
Anche dalle sue parole è emerso come
le cose potrebbero essere diverse se solo anche
gli operatori del settore cominciassero a considerare
il sistema come un organismo e l'evento come
un progetto dando cosi spazio alle relazioni,
al confronto e soprattutto al progetto che in
quantotale non ha più come obiettivo principale
la riuscita dell'evento ma porta in sé i
semi per obiettivi a lungo termine decisamente
più incisivi ed importanti.
E' stato un incontro molto interessante che
ha fatto emergere il valore indubbio che la cultura
porta con sé in termini di costruzione
di reputazione, di responsabilità sociale
da parte delle imprese piuttosto che come mera
scelta di comunicazione di prodotto.
La situazione
non è sicuramente rosea
al momento in Italia e non solo, la crisi c'è e
si sente tutta e il fatto che il nostro paese
si trovi già a diversi passi indietro
rispetto ad altre realtà internazionali
nell'investimento in arte non facilita certo
il compito; ma proprio per questo motivo le nostre
imprese hanno bisogno di continuare, o forse
addirittura di cominciare un nuovo sogno italiano
nella convinzione che la cultura sia uno dei
pochi strumenti di certo ritorno nel lungo periodo.
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