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	<title>Art For Business Forum 2011</title>
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		<title>Report: Chris Bangle &#124; Designing the present</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Dec 2011 08:44:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Chiara Buffoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>

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		<description><![CDATA[<p></p> <p>L’ultimo incontro di Art for Business Forum 2011 si è tenuto sabato sera nella suggestiva venue di un affollato Teatro dell’Arte. A moderare la lecture era presente Leonardo Previ, Presidente di Trivioquadrivio, sul palco assieme a Consuelo De Gara, in rappresentanza della Fondazione Targetti, e Michelangelo Patron, Direttore Generale di CFMT. Ospite d’onore della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1453" title="_DSC3320" src="http://www.artforbusiness.it/forum2011/wp-content/uploads/2011/12/DSC33201.jpg" alt="" width="600" height="400" /></p>
<p>L’ultimo incontro di Art for Business Forum 2011 si è tenuto sabato sera nella suggestiva venue di un affollato Teatro dell’Arte. A moderare la lecture era presente Leonardo Previ, Presidente di Trivioquadrivio, sul palco assieme a Consuelo De Gara, in rappresentanza della Fondazione Targetti, e Michelangelo Patron, Direttore Generale di CFMT. Ospite d’onore della serata è <strong>Chris Bangle</strong>, eclettico designer che è stato per 17 anni a Capo della divisione Design del gruppo BMW.<br />
Dopo aver presentato l’ospite, Leonardo Previ saluta il pubblico lasciandolo con un interrogativo: il titolo del Forum di quest’anno, “Imparare il presente”, che è stato effettivamente azzeccato per un certo numero di incontri di questa edizione, sarà adatto anche in quest’ultimo caso?<br />
Appena è salito sul palco ed ha iniziato a parlare, Chris Bangle ha spazzato via ogni dubbio che gli spettatori potessero avere. Con un senso dell’umorismo degno di un cabarettista e una straripante carica creativa, Bangle ha tenuto il pubblico con occhi incollati e orecchie ben aperte per tre quarti d’ora, trattando alcuni tra gli argomenti più cari a questo Forum: come un pensiero visivo può aiutare il mondo degli affari? Come può essere sfruttata la creatività in questo campo?<br />
Chris Bangle ha ricordato alla platea che c’è solo un momento in cui si può agire facendo qualcosa per noi stessi, e quel momento è il presente nel quale viviamo, momento che dobbiamo cercare di sfruttare appieno.<br />
Facendo affidamento sulla sua pluriennale esperienza di designer, Bangle ha paragonato la sua professione a quella di un qualunque manager, il cui compito principale consiste in una costante comunicazione coi colleghi, coi clienti e perfino con l’essenza di un’azienda. Spesso però il messaggio comunicato non è chiaro, ci sono delle incomprensioni, si creano degli intoppi. Ecco allora come l’arte e la creatività possono venirci in aiuto attraverso le rappresentazioni grafiche delle nostre idee, che siano quanto più dirette, graffianti e sincere possibile per poter essere espresse al meglio.<br />
Il designer americano ha guidato il pubblico attraverso un viaggio che ha percorso la sua carriera in BMW e la sua nuova vita in Italia, sottolineando come l’arte debba essere una compagna di vita, da portare sempre con sé, per fare risaltare ogni aspetto della giornata anche al di fuori dell’ambito lavorativo. <em>“L’arte può far spuntare fuori l’io interiore di ogni persona”</em>, ha dichiarato. In un ambito come quello manageriale, in cui le aspettative e le apparenze giocano un ruolo fondamentale, la creatività può aiutare ad assumere un atteggiamento meno formale e più rilassato.<br />
Attraverso alcuni veloci sketch sulla lavagna messa a sua disposizione, con il supporto di un’efficace presentazione video e grazie all’ausilio di aneddoti legati alla pratica del car design, Bangle ha letteralmente illustrato perché una comunicazione visiva è certamente più diretta di un asettico e invecchiato schema aziendale, e come un disegno riesca a essere esplicativo, ad illuminare la mente altrui, a trasmettere in modo immediato il messaggio in esso contenuto. Comunicare, ha ricordato, vuol dire creare metafore, vuol dire illuminare, vuol dire mostrare; ognuno di noi dovrebbe riuscire a trovare la metafora all’interno della propria vita.<br />
Passando poi ad alcune tematiche più strettamente legate all&#8217;ambito manageriale, Bangle ha spronato la platea, sfidando alcuni luoghi comuni e dichiarando che avere la botte piena e la moglie ubriaca non è solo possibile, ma addirittura auspicabile! Bisogna cercare di ottenere il meglio, sempre. Per arrivare al cuore di un cliente è importante non solo fare le cose in modo costrittivo, ma voler fare le cose, creando la possibilità di farle e comunicando la passione per il proprio lavoro.<br />
Chris Bangle ha lanciato anche un avvertimento fondamentale, sottolineando quanto sia importante tenere sempre aperta la mente e non cadere nella trappola del “never seen it before, that won’t work, no our brand” che impedisce alle menti e alle aziende di progredire e di andare avanti.<br />
A fine lecture, numerosi interventi del pubblico, che hanno dato prova di quanto sia importante, oggi più che mai, mantenere una mentalità fresca e ricettiva, con il giusto “mind setting” che permetta di sfruttare al meglio il proprio talento.<br />
Per i saluti finali ha ripreso infine la parola Leonardo Previ che, esilarato anch’egli dal contagioso ottimismo di Bangle, ha espresso la propria soddisfazione per l’incontro finale, che è infatti risultato una summa dei temi trattati lungo tutti gli incontri del Forum di quest’anno.<br />
Con l’augurio di essere sempre più creativi e di visualizzare al meglio le proprie idee, con gli ultimi ringraziamenti a Partner, Università, volontari e ovviamente pubblico, si è chiusa la 4° edizione di Art For Business Forum.</p>
<p style="text-align: right;">Ginevra Are</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="tweetthis" style="text-align:left;"><p> <a target="_blank" rel="nofollow" class="tt" href="http://twitter.com/intent/tweet?text=Report%3A+Chris+Bangle+%7C+Designing+the+present+http%3A%2F%2Fis.gd%2Fm0B3m2" title="Post to Twitter"><img class="nothumb" src="http://www.artforbusiness.it/forum2011/wp-content/plugins/tweet-this/icons/en/twitter/tt-twitter-micro3.png" alt="Post to Twitter" /></a> <a target="_blank" rel="nofollow" class="tt" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.artforbusiness.it/forum2011/?p=1447&amp;t=Report%3A+Chris+Bangle+%7C+Designing+the+present" title="Post to Facebook"><img class="nothumb" src="http://www.artforbusiness.it/forum2011/wp-content/plugins/tweet-this/icons/en/facebook/tt-facebook-micro3.png" alt="Post to Facebook" /></a> <a target="_blank" rel="nofollow" class="tt" href="https://mail.google.com/mail/?ui=2&amp;view=cm&amp;fs=1&amp;tf=1&amp;su=Report%3A+Chris+Bangle+%7C+Designing+the+present&amp;body=Link:+http://www.artforbusiness.it/forum2011/?p=1447%0D%0A%0D%0A----%0D%0A+%0D%0A%0D%0AL%E2%80%99ultimo+incontro+di+Art+for+Business+Forum+2011+si+%C3%A8+tenuto+sabato+sera+nella+suggestiva+venue+di+un+affollato+Teatro+dell%E2%80%99Arte.+A+moderare+la..." title="Send Gmail"><img class="nothumb" src="http://www.artforbusiness.it/forum2011/wp-content/plugins/tweet-this/icons/en/gmail/tt-gmail-micro3.png" alt="Send Gmail" /></a> <a target="_blank" rel="nofollow" class="tt" href="http://www.linkedin.com/shareArticle?mini=true&amp;url=http://www.artforbusiness.it/forum2011/?p=1447&amp;title=Report%3A+Chris+Bangle+%7C+Designing+the+present&amp;summary=%0D%0A%0D%0AL%E2%80%99ultimo+incontro+di+Art+for+Business+Forum+2011+si+%C3%A8+tenuto+sabato+sera+nella+suggestiva+venue+di+un+affollato+Teatro+dell%E2%80%99Arte.+A+moderare+la...&amp;source=Art For Business Forum 2011" title="Post to LinkedIn"><img class="nothumb" src="http://www.artforbusiness.it/forum2011/wp-content/plugins/tweet-this/icons/en/linkedin/tt-linkedin-micro3.png" alt="Post to LinkedIn" /></a></p></div>]]></content:encoded>
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		<title>Report: Cultura di massa e cultura d&#8217;élite</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 10:30:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara Angelini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>

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		<description><![CDATA[<p></p> <p>È così vero che il prodotto di massa può nascere solo da una cultura di massa? Quale rapporto esiste o dovrebbe esistere tra l’arte contemporanea e il consumo? Oggi le imprese dialogano con le arti ma non sempre il confronto con l&#8217;arte contemporanea è semplice e diretto. Nonostante l’arte contemporanea interpreti il suo tempo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1441" title="DSC_1645" src="http://www.artforbusiness.it/forum2011/wp-content/uploads/2011/12/DSC_1645.jpg" alt="" width="600" height="399" /></p>
<p><span style="font-size: medium;">È così vero che il prodotto di massa può nascere solo da una cultura di massa?<br />
</span><span style="font-size: medium;">Quale rapporto esiste o dovrebbe esistere tra l’arte contemporanea e il consumo?<br />
</span><span style="font-size: medium;">Oggi le imprese dialogano con le arti ma non sempre il confronto con l&#8217;arte contemporanea è semplice e diretto. Nonostante l’arte contemporanea interpreti il suo tempo con atteggiamenti a volte profetici, molto spesso l’artista è distante dal gusto della massa e con la sua attività si fa pioniere dell’apertura degli schemi cognitivi senza dare risposte compiute, ma spiazzando e aprendo al dubbio. Questa difficoltà, insita nel contemporaneo, porta a volte la stessa cultura corrente a distanziarsene come reazione e risposta di una società più conformista.<br />
</span><span style="font-size: medium;">L’arte contemporanea fa parte di una cultura di élite sostenuta prevalentemente dagli addetti ai lavori, contrapposta a una cosiddetta cultura per tutti solitamente intesa come standardizzata, più rozza o addirittura come una sottocultura. Sottintesa all&#8217;idea di cultura di massa si trova quindi quell&#8217;idea di fruizione di massa che spinge alla produzione in serie, economica e commerciale. Interrogandosi quindi sul rapporto tra cultura d&#8217;élite e cultura di massa non si può fare a meno di domandarsi se il prototipo, creativo e unico per definizione, non venga in un certo senso ucciso con il passaggio alla produzione in serie. Sperimentale e commerciale possono coesistere? E se sì, con quali logiche?</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Il primo dei relatori a contribuire alla discussione è <strong>Antonio Ricci</strong>. Il suo lavoro in televisione si basa su una produzione culturale in cui vanno inseriti costantemente significati simbolici; com’è possibile rinnovare il prodotto senza incorrere nello stereotipo negativo di una televisione che produce solamente una cultura di massa?  La televisione ospita difficilmente la cultura, perché la caratteristica principale della cultura è il suo costruirsi attraverso un dibattito. La televisione è, invece, il “luogo del pregiudizio” in cui non c’è spazio per una conversazione. Nella creazione dei contenuti per i suoi programmi, Antonio Ricci dice di essersi sempre ispirato alla strada, come fonte non solo di notizie, ma di vera e propria conoscenza, contrariamente alla piazza con la sua retorica dalla quale si possono ricavare solo informazioni sommarie. Nonostante sia il successo dei numeri a concedergli la libertà necessaria per creare i contenuti dei suoi programmi, è sempre necessaria una mediazione per inserire la qualità singolare di una cultura più alta in un prodotto il cui fruitore è la massa, tenendo ovviamente conto che c’è massa e massa e che è sempre fondamentale non dare messaggi incoerenti a vari livelli.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><strong>Ramin Bahrami</strong>, musicista, ha una posizione lievemente diversa. La contemporaneità, dice, non può esistere se non si guarda al passato. Suonando musica classica, quasi prevalentemente Bach, in giro per il mondo, accompagnato da un successo unanime e incredibile, Bahrami sottolinea come la contemporaneità nella musica si ritrovi costantemente proprio per la sua capacità di connettersi con l’interiorità più profonda dell’uomo. È così che Bach può entrare nella top ten insieme a Lady Gaga. La musica non è mai lontana dalla massa, ma c’è necessità di sostenere la cultura e di lavorare soprattutto perché i giovani si avvicinino ad essa per conoscere, conoscersi e affrontare meglio passato e presente.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">A riportare il discorso nell’ambito più pratico della produzione industriale ci pensa <strong>Carlo Guglielmi</strong>, Presidente di FontanaArte, proponendo il suo punto di vista riguardo alla possibilità di conciliare l’originalità del prototipo con la produzione industrializzata. Il punto principale riguarda l’adozione di una “logica della qualità”, in contrapposizione a una “logica della quantità” dominante nella modernità. Logica della qualità dal punto di vista imprenditoriale non significa rinunciare ai grandi numeri necessari al successo commerciale, bensì vuol dire attivare un dialogo e una comunicazione produttiva come base di una cultura del progetto che porti all’incontro tra l’intuizione culturale, il messaggio, e la velocità imprenditoriale, il mezzo. I numeri saranno conseguenza della qualità.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Alle stesse conclusioni, pur partendo da una storia imprenditoriale diversa, giunge <strong>Elena Miroglio</strong>, Executive Vice President di Miroglio Group. La creatività e il messaggio culturale sono stati inseriti nel Gruppo Miroglio in un tempo successivo su una tradizione consolidata di grande produzione manifatturiera. Il fenomeno omogeneizzante della globalizzazione ha reso necessaria una riflessione sulla necessità di recuperare l’originalità del prodotto; differenziarsi non vuol dire essere in contrasto con il mercato dei grandi numeri ma vuol dire offrire contenuti, caricare il prodotto di un messaggio valoriale che si trova osservando e rimanendo in contatto con la realtà, con il proprio contemporaneo, in modo quindi da facilitare quell’intuizione che è alla base del processo creativo. Importante a questo fine è, nel Gruppo Miroglio, creare situazioni di collaborazione tra professionisti e artisti soprattutto a scopo formativo; un’adeguata formazione interna e revisione dei processi creativi nel rapporto tra l’arte e l’azienda sono il vero contenuto da veicolare all’esterno, in contrapposizione con una comunicazione dell’immagine che da sola rischia di essere vuota.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Filo conduttore di tutta la discussione si rivela essere quindi il tema della comunicazione e del dialogo tra arte, contemporanea ed elitaria in certi versi, e aziende, orientate invece al consumo di massa. È attraverso questo dialogo che passa la ricerca del valore e del contenuto culturale che può in questo modo essere inserito in una produzione destinata a grandi numeri, sempre a patto che ci sia qualità, mestiere e una certa dose di creatività.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-size: medium;">Silvia Giangiuliani</span></p>
<div class="tweetthis" style="text-align:left;"><p> <a target="_blank" rel="nofollow" class="tt" href="http://twitter.com/intent/tweet?text=Report%3A+Cultura+di+massa+e+cultura+d%E2%80%99%C3%A9lite+http%3A%2F%2Fis.gd%2FcxHqyA" title="Post to Twitter"><img class="nothumb" src="http://www.artforbusiness.it/forum2011/wp-content/plugins/tweet-this/icons/en/twitter/tt-twitter-micro3.png" alt="Post to Twitter" /></a> <a target="_blank" rel="nofollow" class="tt" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.artforbusiness.it/forum2011/?p=1440&amp;t=Report%3A+Cultura+di+massa+e+cultura+d%E2%80%99%C3%A9lite" title="Post to Facebook"><img class="nothumb" src="http://www.artforbusiness.it/forum2011/wp-content/plugins/tweet-this/icons/en/facebook/tt-facebook-micro3.png" alt="Post to Facebook" /></a> <a target="_blank" rel="nofollow" class="tt" href="https://mail.google.com/mail/?ui=2&amp;view=cm&amp;fs=1&amp;tf=1&amp;su=Report%3A+Cultura+di+massa+e+cultura+d%E2%80%99%C3%A9lite&amp;body=Link:+http://www.artforbusiness.it/forum2011/?p=1440%0D%0A%0D%0A----%0D%0A+%0D%0A%0D%0A%C3%88+cos%C3%AC+vero+che+il+prodotto+di+massa+pu%C3%B2+nascere+solo+da+una+cultura+di+massa%3F%0D%0AQuale+rapporto+esiste+o+dovrebbe+esistere+tra+l%E2%80%99arte+contempora..." title="Send Gmail"><img class="nothumb" src="http://www.artforbusiness.it/forum2011/wp-content/plugins/tweet-this/icons/en/gmail/tt-gmail-micro3.png" alt="Send Gmail" /></a> <a target="_blank" rel="nofollow" class="tt" href="http://www.linkedin.com/shareArticle?mini=true&amp;url=http://www.artforbusiness.it/forum2011/?p=1440&amp;title=Report%3A+Cultura+di+massa+e+cultura+d%E2%80%99%C3%A9lite&amp;summary=%0D%0A%0D%0A%C3%88+cos%C3%AC+vero+che+il+prodotto+di+massa+pu%C3%B2+nascere+solo+da+una+cultura+di+massa%3F%0D%0AQuale+rapporto+esiste+o+dovrebbe+esistere+tra+l%E2%80%99arte+contempora...&amp;source=Art For Business Forum 2011" title="Post to LinkedIn"><img class="nothumb" src="http://www.artforbusiness.it/forum2011/wp-content/plugins/tweet-this/icons/en/linkedin/tt-linkedin-micro3.png" alt="Post to LinkedIn" /></a></p></div>]]></content:encoded>
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		<title>Report: Framing Decisions</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 17:04:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara Angelini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>

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		<description><![CDATA[<p></p> <p>Lezione tenuta da Dario Villa. La fotografia come metafora decisionale. Osservare, decidere, raccontare, rappresentare e sviluppare nuove competenze da parte di coloro che vivono l&#8217;organizzazione dal suo interno, e non solo, sono i temi centrali dell&#8217;approccio focus on business. Temi, questi, che si caratterizzano anche come fattori centrali dalla tecnica fotografica.</p> <p>All&#8217;interno dell&#8217;universo organizzativo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1436" title="DSC_1610" src="http://www.artforbusiness.it/forum2011/wp-content/uploads/2011/12/DSC_16101.jpg" alt="" width="600" height="399" /></p>
<p><span style="font-size: medium;">Lezione tenuta da <strong>Dario Villa</strong>. La fotografia come metafora decisionale. Osservare, decidere, raccontare, rappresentare e sviluppare nuove competenze da parte di coloro che vivono l&#8217;organizzazione dal suo interno, e non solo, sono i temi centrali dell&#8217;approccio </span><em><span style="font-size: medium;">focus on business</span></em><span style="font-size: medium;">. Temi, questi, che si caratterizzano anche come fattori centrali dalla tecnica fotografica.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">All&#8217;interno dell&#8217;universo organizzativo, sempre più complesso e articolato, il prendere decisioni è sicuramente uno dei fattori che ricoprono un ruolo centrale, anche in virtù dell&#8217;alto coefficiente di rischio ad esso associato. Decidere, dal latino </span><span style="font-size: medium;"><em>de-caedere</em></span><span style="font-size: medium;"> ossia “tagliare”, implica una forte assunzione di responsabilità, in quanto ha essenzialmente a che fare con due distinti processi: scegliere qualcosa e, al contempo, non scegliere qualcosa. Tale atto è generatore di incertezze. Aver deciso di scegliere una determinata opzione genera il dubbio: sarà stato corretto?<br />
</span><span style="font-size: medium;">Le persone non sempre prendono decisioni in maniera razionale. Il processo decisionale può essere  fortemente influenzato dalla modalità con cui viene presentato il problema. Gli scostamenti decisionali sono cioè influenzati da un fattore di incorniciamento, dal cosiddetto </span><span style="font-size: medium;"><em>framing</em></span><span style="font-size: medium;">. In termini generali, possiamo affermare che insito nel tema della cornice vi ritroviamo quello della consapevolezza, la quale può essere accresciuta anche attraverso la pratica della fotografia. Le fotografie nascono, infatti, da un processo di incorniciamento, a cui segue il momento della decisione, il click, lo scatto. Realizzare una fotografia implica dunque una scelta tra ciò che scelgo di inserire all&#8217;interno del mirino e ciò che decido di escludere.<br />
</span><span style="font-size: medium;">Il cellulare è oggi la macchina fotografica per eccellenza; chi non ne possiede uno con fotocamera? E, in questo senso, diviene un importante strumento per l&#8217;allenamento del nostro comportamento decisionale.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Nella metafora della fotografia possiamo rintracciare tre tematiche chiave. La prima è quella del </span><span style="font-size: medium;">punto di vista;</span><span style="font-size: medium;"> ad esso sono associati differenti fattori: la posizione, l&#8217;approccio e i pregiudizi. Il modo in cui ci avviciniamo o ci allontaniamo dal nostro contesto decisionale influenza la nostra decisione. Lo zoom ci può dunque avvicinare, facendoci però perdere in parte il contesto di riferimento, o allontanare, determinando in questo modo una visione allargata, denotata però da una perdita di dettagli. Oltre alla posizione in cui ci poniamo nei confronti delle decisioni, anche l&#8217;approccio condotto, ossia l&#8217;angolazione assunta rispetto alla scelta che deve essere presa, risulta determinante. Osservare il contesto con occhi nuovi cambia profondamente la sua visione e comprensione, veicolando differenti soluzioni al problema. La fotografia si basa però sulla tecnica della prospettiva; riuscendo talvolta a mistificare questo elemento, crea delle illusioni che possono condurre a degli errori di comprensione, al pari dei pregiudizi. Questi, in ambito organizzativo, ci guidano a reiterare i medesimi comportamenti decisionali, in virtù di un&#8217;abitudine ad agire in quel determinato modo. Diviene dunque fondamentale attuare tecniche e strategie differenti che, considerando in maniera sistemica tutti questi fattori, consentano il concretizzarsi di un nuovo approccio alla realtà.<br />
</span><span style="font-size: medium;">La seconda tematica è quella dell&#8217;</span><span style="font-size: medium;">attenzione</span><span style="font-size: medium;">, che a sua volta si declina in due differenti aspetti: la concentrazione e la comprensione. Coerentemente con la metafora perseguita, possiamo assimilare la concentrazione con lo strumento della messa a fuoco che, se debitamente utilizzata, ci consente di evitare il ricadere della nostra attenzione esclusivamente su alcuni specifici dettagli, mentre gli altri rimangono offuscati e poco comprensibili. Solo mettendo a fuoco tutto il contesto si ha la possibilità di definire tutti gli elementi di lettura e di comprendere chiaramente le relazioni che intercorrono tra questi. Il sistema di queste relazioni determina una sorta di complessità decisionale; le organizzazioni e i contesti sono normalmente complessi ed un primo passaggio per leggere la complessità consiste proprio nel comprendere le relazioni che definiscono il complesso decisionale. Non sempre però queste sono chiare ed evidenti, diviene dunque fondamentale considerare il sistema dinamico in cui queste relazioni si pongono.<br />
</span><span style="font-size: medium;">Vi è infine un&#8217;ultima variabile che interviene all&#8217;interno del contesto decisionale, la variabile </span><span style="font-size: medium;">tempo</span><span style="font-size: medium;"> che, sempre nella metafora fotografica, può essere letta attraverso due distinti approcci: la pianificazione e l&#8217;improvvisazione. Parlando di improvvisazione bisogna attuare un&#8217;apposita specificazione: a differenza di quanto si potrebbe essere portati a pensare, improvvisare non ha nulla a che vedere con la casualità operativa, ma può essere definita come la capacità di agire opportunamente ai cambiamenti del contesto, usando gli strumenti e le competenze che già si possiedono. È questo il fattore che determina l&#8217;approdo a una buona decisione.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Attraverso l&#8217;esercizio della fotografia abbiamo dunque la possibilità di affinare le nostre competenze decisionali, poiché lo scatto fotografico si delinea come un&#8217;appropriata metafora del processo decisionale.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-size: medium;">Luca Confalonieri</span></p>
<div class="tweetthis" style="text-align:left;"><p> <a target="_blank" rel="nofollow" class="tt" href="http://twitter.com/intent/tweet?text=Report%3A+Framing+Decisions+http%3A%2F%2Fis.gd%2FmymEXb" title="Post to Twitter"><img class="nothumb" src="http://www.artforbusiness.it/forum2011/wp-content/plugins/tweet-this/icons/en/twitter/tt-twitter-micro3.png" alt="Post to Twitter" /></a> <a target="_blank" rel="nofollow" class="tt" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.artforbusiness.it/forum2011/?p=1434&amp;t=Report%3A+Framing+Decisions" title="Post to Facebook"><img class="nothumb" src="http://www.artforbusiness.it/forum2011/wp-content/plugins/tweet-this/icons/en/facebook/tt-facebook-micro3.png" alt="Post to Facebook" /></a> <a target="_blank" rel="nofollow" class="tt" href="https://mail.google.com/mail/?ui=2&amp;view=cm&amp;fs=1&amp;tf=1&amp;su=Report%3A+Framing+Decisions&amp;body=Link:+http://www.artforbusiness.it/forum2011/?p=1434%0D%0A%0D%0A----%0D%0A+%0D%0A%0D%0ALezione+tenuta+da+Dario+Villa.+La+fotografia+come+metafora+decisionale.+Osservare%2C+decidere%2C+raccontare%2C+rappresentare+e+sviluppare+nuove+compe..." title="Send Gmail"><img class="nothumb" src="http://www.artforbusiness.it/forum2011/wp-content/plugins/tweet-this/icons/en/gmail/tt-gmail-micro3.png" alt="Send Gmail" /></a> <a target="_blank" rel="nofollow" class="tt" href="http://www.linkedin.com/shareArticle?mini=true&amp;url=http://www.artforbusiness.it/forum2011/?p=1434&amp;title=Report%3A+Framing+Decisions&amp;summary=%0D%0A%0D%0ALezione+tenuta+da+Dario+Villa.+La+fotografia+come+metafora+decisionale.+Osservare%2C+decidere%2C+raccontare%2C+rappresentare+e+sviluppare+nuove+compe...&amp;source=Art For Business Forum 2011" title="Post to LinkedIn"><img class="nothumb" src="http://www.artforbusiness.it/forum2011/wp-content/plugins/tweet-this/icons/en/linkedin/tt-linkedin-micro3.png" alt="Post to LinkedIn" /></a></p></div>]]></content:encoded>
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		<title>Report: Residenze d&#8217;artista in azienda</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Dec 2011 13:40:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara Angelini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>

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		<description><![CDATA[<p></p> <p>La seconda giornata di Art For Business Forum si è aperta con il seminario Residenze d&#8217;artista in azienda. I relatori si sono confrontati sui vantaggi che la presenza di un artista all’interno di un’azienda può generare.</p> <p>Alvise Chevallard, presidente di Artegiovane, ci ha raccontato quanto sia importante costruire valore sul territorio tramite la relazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.artforbusiness.it/forum2011/wp-content/uploads/2011/12/31.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1417" title="3," src="http://www.artforbusiness.it/forum2011/wp-content/uploads/2011/12/31.jpg" alt="" width="600" height="313" /></a></p>
<p><span style="font-size: medium;">La seconda giornata di Art For Business Forum si è aperta con il seminario <em>Residenze d&#8217;artista in azienda</em>. I relatori si sono confrontati sui vantaggi che la presenza di un artista all’interno di un’azienda può generare.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><strong>Alvise Chevallard</strong>, presidente di Artegiovane, ci ha raccontato quanto sia importante costruire valore sul territorio tramite la relazione proficua che si può creare tra arte e impresa. L’idea che Artegiovane porta avanti è quella, infatti, di superare il concetto tradizionale di mecenatismo e sponsorizzazione (visto spesso sotto una luce esclusivamente economica) in un’ottica di formazione, di crescita, di coinvolgimento dell’impresa e dei dipendenti attraverso, ad esempio, incontri con artisti, visite guidate, creando un vero e proprio percorso formativo all’interno delle aziende proprio per far crescere la cultura dell’arte nel mondo dell’impresa .<br />
</span><strong style="font-size: medium;">Sergio Enrico Rossi </strong><span style="font-size: medium;">ha preso la parola spiegando la scommessa della Camera di Commercio di Milano di intraprendere una collaborazione con gli artisti, che non si limita alla pura “rappresentazione” dell’arte ma consiste in un supporto più concreto ai processi di creazione dell’arte, in quanto solo dall’arte può svilupparsi creatività e, di conseguenza, quel circolo virtuoso e collaborativo con il mondo delle imprese. Rossi sottolinea come, pur essendo numerosissimi gli artisti presenti sul territorio, manchi un saldo collegamento tra il sistema dell’arte e il sistema delle imprese, collegamento che Camera di Commercio vuole contribuire a rafforzare.<br />
</span><span style="font-size: medium;">Gli artisti</span><strong style="font-size: medium;"> Botto&amp;Bruno</strong><span style="font-size: medium;"> hanno</span><strong style="font-size: medium;"> </strong><span style="font-size: medium;">raccontato al Forum la loro esperienza in Ecotermica, dove sono intervenuti sulla facciata esterna dell’edificio. Alla base del loro progetto doveva esserci un forte legame col territorio, non mimetizzandosi, ma relazionandosi e dialogando con esso. Hanno così creato un racconto a bassorilievo in cui soprattutto i residenti erano in grado di individuare le architetture a loro familiari, ma che non potevano essere colte “a prima vista”, poiché modificate e decostruite. Il progetto ha instaurato un rapporto intimo con il pubblico, perché in grado di fornire uno sguardo in più per comprendere la realtà.<br />
</span><span style="font-size: medium;">Ma qual è, invece, il punto di vista del committente di questo progetto? Com’è nata l’esigenza, l’urgenza di “chiamare in causa” gli artisti? Ce lo ha spiegato </span><strong style="font-size: medium;">Maurizio Cassano</strong><span style="font-size: medium;">, Direttore Generale di Ecotermica. Non si voleva un’azione calata dall’alto, ma integrata con il territorio. Un iniziale scetticismo ha lasciato spazio alla consapevolezza del valore aggiunto, in termini qualitativi, di questa operazione. Il coraggio è stato quello di coinvolgere fin da subito, nel percorso decisionale (culminato, poi, nella scelta di Botto&amp;Bruno) il territorio, le associazioni, il sindaco e le amministrazioni pubbliche che si sono dimostrate, contrariamente ad ogni aspettativa, molto interessate e interattive.<br />
</span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;">È</span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"> la volta di</span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><strong> </strong></span><strong style="font-size: medium;">Catterina Seia,</strong><span style="font-size: medium;"> che ha spiegato come non sia sufficiente prendere gli artisti e inserirli nelle aziende per creare valore. «L’arte si sposa bene con le persone che amano il rischio» diceva giustamente Rothko, dal momento che l’utilizzo dell’arte comporta inevitabilmente l’avventurarsi in ambienti nuovi, diversi, estranei. Occorre che l’impresa si rivolga a professionisti i quali, a loro volta, danno vita a una progettualità che deve essere condivisa dall’esterno e dall’interno. Solo così un intervento artistico può diventare un’opportunità per creare cultura d’impresa, per interrogarsi, narrarsi e comunicare. È importante scegliere le persone giuste per il luogo giusto, avere chiari in mente i rischi e le opportunità. Se il progetto è puramente decorativo o estemporaneo rimane effimero, occorre consistenza.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><strong>Valeria Cantoni</strong> ha chiuso il seminario razionalizzando quanto emerso attraverso alcuni disegni. Per favorire l’ingresso di un’artista in un’azienda al fine di creare valore, è necessario abbattere il muro che automaticamente si viene a creare fra artista e dipendenti, stimolare il territorio, il pubblico, programmare una buona comunicazione interna prima che esterna. Gli strumenti necessari sono la fiducia reciproca, il commitment dall’alto, il coinvolgimento a tutti i livelli, la costruzione di un ambiente (fisico o virtuale) adeguato per accogliere l’artista e la chiarezza degli obiettivi. I risultati che la collaborazione tra artisti e impresa può generare sono il rafforzamento dell’identità aziendale, la creazione di un gruppo più coeso, la generazione di un forte impatto sull’ambiente e sui valori dell’impresa, e il miglioramento dei prodotti, dei processi e dei servizi.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-size: medium;">Gisella Di Bari</span></p>
<div class="tweetthis" style="text-align:left;"><p> <a target="_blank" rel="nofollow" class="tt" href="http://twitter.com/intent/tweet?text=Report%3A+Residenze+d%E2%80%99artista+in+azienda+http%3A%2F%2Fis.gd%2FZjsfXv" title="Post to Twitter"><img class="nothumb" src="http://www.artforbusiness.it/forum2011/wp-content/plugins/tweet-this/icons/en/twitter/tt-twitter-micro3.png" alt="Post to Twitter" /></a> <a target="_blank" rel="nofollow" class="tt" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.artforbusiness.it/forum2011/?p=1414&amp;t=Report%3A+Residenze+d%E2%80%99artista+in+azienda" title="Post to Facebook"><img class="nothumb" src="http://www.artforbusiness.it/forum2011/wp-content/plugins/tweet-this/icons/en/facebook/tt-facebook-micro3.png" alt="Post to Facebook" /></a> <a target="_blank" rel="nofollow" class="tt" href="https://mail.google.com/mail/?ui=2&amp;view=cm&amp;fs=1&amp;tf=1&amp;su=Report%3A+Residenze+d%E2%80%99artista+in+azienda&amp;body=Link:+http://www.artforbusiness.it/forum2011/?p=1414%0D%0A%0D%0A----%0D%0A+%0D%0A%0D%0ALa+seconda+giornata+di+Art+For+Business+Forum+si+%C3%A8+aperta+con+il+seminario+Residenze+d%27artista+in+azienda.+I+relatori+si+sono+confrontati+sui+v..." title="Send Gmail"><img class="nothumb" src="http://www.artforbusiness.it/forum2011/wp-content/plugins/tweet-this/icons/en/gmail/tt-gmail-micro3.png" alt="Send Gmail" /></a> <a target="_blank" rel="nofollow" class="tt" href="http://www.linkedin.com/shareArticle?mini=true&amp;url=http://www.artforbusiness.it/forum2011/?p=1414&amp;title=Report%3A+Residenze+d%E2%80%99artista+in+azienda&amp;summary=%0D%0A%0D%0ALa+seconda+giornata+di+Art+For+Business+Forum+si+%C3%A8+aperta+con+il+seminario+Residenze+d%27artista+in+azienda.+I+relatori+si+sono+confrontati+sui+v...&amp;source=Art For Business Forum 2011" title="Post to LinkedIn"><img class="nothumb" src="http://www.artforbusiness.it/forum2011/wp-content/plugins/tweet-this/icons/en/linkedin/tt-linkedin-micro3.png" alt="Post to LinkedIn" /></a></p></div>]]></content:encoded>
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		<title>Report: Raccontare il presente</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Dec 2011 13:29:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara Angelini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>

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		<description><![CDATA[<p></p> <p>Il Teatro dell&#8217;Arte di Milano viene occupato non da attori e pubblico, bensì da un&#8217;artista affermato, Patrick Tuttofuoco, trentasette anni non dimostrati, sorridente, viaggiatore, aperto al confronto, e da un insieme di individui che di lì a poco sono diventati un gruppo di lavoro affiatato. Lo scopo della mattinata è rendere visibili dei pensieri, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1410" title="_MG_2390-01" src="http://www.artforbusiness.it/forum2011/wp-content/uploads/2011/12/MG_2390-01.jpg" alt="" width="600" height="400" /></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Il Teatro dell&#8217;Arte di Milano viene occupato non da attori e pubblico, bensì da un&#8217;artista affermato, <strong>Patrick Tuttofuoco</strong>, trentasette anni non dimostrati, sorridente, viaggiatore, aperto al confronto, e da un insieme di individui che di lì a poco sono diventati un gruppo di lavoro affiatato.<br />
</span></span><span style="font-size: medium; font-family: 'Times New Roman', serif;">Lo scopo della mattinata è rendere visibili dei pensieri, concretizzare ciò che ognuno si porta dentro come persona e come professionista all&#8217;interno di un contesto organizzativo, ovvero inseguire quelli che sono gli obiettivi principali di Art For Business: raggiungere una presa di consapevolezza attraverso un processo creativo che sfrutti e sviluppi l&#8217;intelligenza estetica dell&#8217;individuo.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>Marco De Guzzis</strong>, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Editalia, introduce il workshop riprendendo il tema generale del Forum, quello del Presente. In campo lavorativo (e non solo) si dà per scontato che tra passato e futuro ci sia un percorso lineare. Eppure ci rendiamo conto che il presente è complesso ed è per forza di cose un elemento di discontinuità, che va vissuto nella sua non linearità. Un metodo possibile per dare una lettura al presente è giocare: l&#8217;arte è sicuramente un gioco che ci può aiutare a scomporre e ricomporre pensieri, concetti, strategie, secondo logiche che vanno oltre i nostri schemi mentali.<br />
</span></span><span style="font-size: medium; font-family: 'Times New Roman', serif;">Ma cosa vuol dire andare oltre i nostri schemi e giocare con l&#8217;arte? Vuol dire conoscere le regole ed appassionarsi, abbandonare la “forma”, lasciar fluire le suggestioni, uscire dai nostri codici di visione ed interpretazione delle cose.<br />
</span><span style="font-size: medium; font-family: 'Times New Roman', serif;">Patrick lancia un assioma illuminante: “il presente è l&#8217;unico momento di potere che abbiamo” . È nel qui ed ora che possiamo trovare il cambiamento, in noi e in quello che ci circonda. Un cambiamento che dobbiamo mettere in atto se vogliamo rimanere coerenti con la nostra realtà, in continuo mutamento e, soprattutto, veloce e ricca di informazioni. La conoscenza è difatti sempre più frammentata, complessa. Proviamo allora a prendere qualcosa di lineare, come un libro, e a capirlo non più attraverso una lettura lineare, ma forzandolo in una frammentarietà che ci obbliga a utilizzarlo ed interpretarlo con strumenti e percorsi diversi da quelli che conosciamo.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Guidati da Patrick e <strong>Stefano Cardini</strong>, art director di Trivioquadrivio, i partecipanti sono invitati ad unire contesti lontani, utilizzando diversi codici espressivi, per trasformare le parole di François Jullien in visione. Il risultato è un libro, esso stesso composto di tante parti, smontato, rielaborato e rimontato, da un gruppo di persone: una doppia molteplicità per un lavoro fatto di mani e pensiero.<br />
</span></span><span style="font-size: medium; font-family: 'Times New Roman', serif;">I partecipanti hanno dato sfogo con gusto alla propria creatività, soprattutto grazie al senso di collettività, che ha permesso loro di sentirsi parte di un qualcosa più grande di loro. Uscire dagli schemi è stato più semplice grazie al gruppo, sebbene la totale libertà abbia inizialmente spiazzato alcuni. Ma dagli interventi appare evidente come disagio e spaesamento siano stati facilmente superati attraverso la condivisione dell&#8217;esperienza e la sensazione del divenire, del potersi esprimere nel qui ed ora per ottenere un prodotto che leghi ed appartenga a tutti.<br />
</span><span style="font-size: medium; font-family: 'Times New Roman', serif;">Al contrario di ciò che viene oggi insegnato a scuola, non esiste sempre una risposta esatta ad una situazione: accettare la libertà, il vuoto, la pagina bianca, l&#8217;imprevisto, il caso, non è facile, ma è quello che serve al manager di oggi. Troppo spesso le figure leader sono ossessionate dal controllo; accettare il caso come elemento base del loro lavoro è necessario per riuscire ad affrontare il presente con efficacia e rispondere a domande che ancora non esistono.<br />
</span></p>
<p><span style="font-size: medium; font-family: 'Times New Roman', serif;">Il cambiamento è sotto i nostri occhi, quello che manca a tutti noi e alle organizzazioni è il coraggio. Il coraggio di andare oltre ciò che è noto, di aprirsi agli imprevedibili risultati con fiducia, che proviene dalla confidenza nata nell&#8217;esperienza, come ci insegna Jullien ne “Le trasformazioni silenziose”, parlandoci della cultura cinese.<br />
</span><span style="font-size: medium; font-family: 'Times New Roman', serif;">D&#8217;altronde le conoscenze non si hanno: o si scambiano o muoiono. L&#8217;impresa potrebbe essere il luogo migliore per ottenere uno scambio di conoscenze, poiché è nei suoi interessi che questo avvenga. Quale potrebbe essere il primo passo? Accettare il rischio e dire sì. Sì al nuovo. Sì allo sconosciuto. E ricordarsi che la libertà è, innanzitutto, oblio.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Paola Galassi</span></span></p>
<div class="tweetthis" style="text-align:left;"><p> <a target="_blank" rel="nofollow" class="tt" href="http://twitter.com/intent/tweet?text=Report%3A+Raccontare+il+presente+http%3A%2F%2Fis.gd%2FrYlTPU" title="Post to Twitter"><img class="nothumb" src="http://www.artforbusiness.it/forum2011/wp-content/plugins/tweet-this/icons/en/twitter/tt-twitter-micro3.png" alt="Post to Twitter" /></a> <a target="_blank" rel="nofollow" class="tt" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.artforbusiness.it/forum2011/?p=1409&amp;t=Report%3A+Raccontare+il+presente" title="Post to Facebook"><img class="nothumb" src="http://www.artforbusiness.it/forum2011/wp-content/plugins/tweet-this/icons/en/facebook/tt-facebook-micro3.png" alt="Post to Facebook" /></a> <a target="_blank" rel="nofollow" class="tt" href="https://mail.google.com/mail/?ui=2&amp;view=cm&amp;fs=1&amp;tf=1&amp;su=Report%3A+Raccontare+il+presente&amp;body=Link:+http://www.artforbusiness.it/forum2011/?p=1409%0D%0A%0D%0A----%0D%0A+%0D%0A%0D%0AIl+Teatro+dell%27Arte+di+Milano+viene+occupato+non+da+attori+e+pubblico%2C+bens%C3%AC+da+un%27artista+affermato%2C+Patrick+Tuttofuoco%2C+trentasette+anni+non+..." title="Send Gmail"><img class="nothumb" src="http://www.artforbusiness.it/forum2011/wp-content/plugins/tweet-this/icons/en/gmail/tt-gmail-micro3.png" alt="Send Gmail" /></a> <a target="_blank" rel="nofollow" class="tt" href="http://www.linkedin.com/shareArticle?mini=true&amp;url=http://www.artforbusiness.it/forum2011/?p=1409&amp;title=Report%3A+Raccontare+il+presente&amp;summary=%0D%0A%0D%0AIl+Teatro+dell%27Arte+di+Milano+viene+occupato+non+da+attori+e+pubblico%2C+bens%C3%AC+da+un%27artista+affermato%2C+Patrick+Tuttofuoco%2C+trentasette+anni+non+...&amp;source=Art For Business Forum 2011" title="Post to LinkedIn"><img class="nothumb" src="http://www.artforbusiness.it/forum2011/wp-content/plugins/tweet-this/icons/en/linkedin/tt-linkedin-micro3.png" alt="Post to LinkedIn" /></a></p></div>]]></content:encoded>
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		<title>Report: François Jullien &#124; Imparare il presente, riconoscere il cambiamento</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 11:10:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara Angelini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>

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		<description><![CDATA[<p></p> <p>“Il presente richiede attenzione, ascolto, cura, consapevolezza. Per riconoscere il cambiamento bisogna vincere la difficoltà di stare sul presente”. Le parole di François Jullien ci giungono da una disciplina come la filosofia e richiedono pazienza e dedizione. Nel corso del dibattito del Forum si sono individuate tre parole che più di tutte si prestano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1405" title="DSC_1193" src="http://www.artforbusiness.it/forum2011/wp-content/uploads/2011/12/DSC_1193.jpg" alt="" width="600" height="399" /></p>
<p>“<span style="font-size: medium;">Il presente richiede attenzione, ascolto, cura, consapevolezza. Per riconoscere il cambiamento bisogna vincere la difficoltà di stare sul presente”.<br />
</span><span style="font-size: medium;">Le parole di <strong>François Jullien</strong> ci giungono da una disciplina come la filosofia e richiedono pazienza e dedizione. Nel corso del dibattito del Forum si sono individuate tre parole che più di tutte si prestano a conciliare il rapporto arte-business: scarto, modello ed energia. Sarà su queste tre parole che la riflessione di Jullien si svilupperà.<br />
</span><span style="font-size: medium;">I filosofi vengono originariamente dalla Grecia, ma si confrontano con la Cina. Il pensiero cinese invece è stato per molto tempo senza contatto con l&#8217;Europa, per questo ha potuto svilupparsi in modo sensibilmente differente. È importante agire sugli </span><em style="font-size: medium;">scarti</em><span style="font-size: medium;"> tra le due culture. Scarto si è detto, non differenza; la differenza si inserisce in una dimensione sovrastante, per questo qui si parla di scarto il quale non implica questa presa di posizione. Il dialogo tra culture può davvero avvenire ora, perché l’Europa non è più in una posizione egemonica e questo le permette di riflettere più profondamente sul modo in cui dialogare, sui termini messi in discussione.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">La domanda che ci poniamo a questo punto è: come si può gestire il presente in un modo strategico?<br />
</span><span style="font-size: medium;">L’Europa storicamente ha risposto producendo, inventando e ragionando in termini di modellizzazione, cioè avendo un piano ben definito di azione strategica che fondava le sue basi teoriche nel “dover essere”. Questa concezione deriva dalla Grecia: “la strategia in vista della battaglia, la battaglia in vista della guerra, la guerra in vista del fine politico: la strategia dei fini”. In Cina la concezione della realtà è molto diversa, per prima cosa esiste una situazione che deve evolvere e giungere a maturazione; lo stratega cinese rileva da questa le opportunità, in modo naturale, dando la propria valutazione delle potenzialità della situazione, e solo sapendola sfruttare sapientemente in tutti i suoi aspetti giunge alla vittoria. Per questo il miglior generale è quello che fa il minor sforzo possibile, e le truppe che hanno maggior successo non dovrebbero nemmeno combattere.<br />
</span><span style="font-size: medium;">La domanda che sorge è se la </span><em style="font-size: medium;">modellizzazione</em><span style="font-size: medium;"> a questo punto non sia solo un fardello. Dobbiamo però ricordarci che è stata fondamentale per l’Europa, ed è grazie ad essa che è divenuta potente nel XIV e XV secolo; nello stesso periodo la Cina rallentava il suo cammino al progresso. L’Europa si è avvalsa inoltre della fecondità politica della modellizzazione, che ha un rapporto diretto con la democrazia. Lo si vede nella logica del programma elettorale: ci sono programmi politici che vengono discussi e che altro non sono che previsioni, modelli della volontà di trasformare il mondo, lo stato di cose, e che sono fonte di discussione.<br />
</span><span style="font-size: medium;">La Cina di oggi si mobilita velocemente, e sempre più progressivamente dovrà ricorrere alla modellizzazione perché persegue un certo tipo di efficacia occidentale dell’applicare, dell’agire, del fare. Eppure la Cina è una civiltà che non ha conosciuto epopee, e una parola chiave del suo sistema mentale è “non agire”, l’agire è visto tradizionalmente come una forzatura. Tipica è invece una visione della trasformazione che ha un approccio globale e non individuale, in cui diversi fattori presenti nella situazione provocano insieme il cambiamento, dando così luogo a delle trasformazioni silenziose. Lo stratega cinese aspetta ad agire quando è sicuro della vittoria. Con questo riusciamo a spiegarci come è stato possibile il salto della Cina contemporanea, che non ha avuto una frattura e un brusco evento, ma ha camminato in modo discreto come un processo, affrontando un percorso in modo sordo, mentre il risultato è stato sonoro ed evidente per tutti.<br />
</span><span style="font-size: medium;">Ad oggi il modo più maturo di porci davanti a questi scarti significanti è probabilmente quello di incrociare le due visioni sul problema del presente: modellizzazione, e conseguente mobilitazione, con la maturazione e proiezione dell’idealità e identificazione delle risorse.<br />
</span><span style="font-size: medium;">L’accesso al presente è di per sé inconsistente: i Greci avevano già compreso che il presente è un punto di attraversamento, ed è problema da sempre molto dibattuto come dare consistenza a questo istante che fugge sempre tra il “già stato” e il “non ancora”. Eraclito parlava di coloro che non hanno accesso alla filosofia come di “presenti ma assenti”, sospesi in una sorta di limbo, di compromesso tra la presenza e l’assenza.<br />
</span><span style="font-size: medium;">Vengono in mente, dice Jullien, quei turisti forniti di macchina fotografica tutti intenti a scattare, come volendo inscatolare la realtà, mettendola al riparo dal suo scorrere imprevedibile ed effimero; però così la scoperta viene meno e si è rassicurati dal fatto che si possa tornare a vedere dopo, un po’ come il registratore dello studente a lezione, che consente di essere forse meno attenti e vigili alle parole del professore in aula. La tecnica sembra in questi casi sparpagliare la nostra presenza.<br />
</span><span style="font-size: medium;">Sempre Eraclito sosteneva che si pensa al presente non come lo si incontra, ma come lo si immagina, quindi come “sembra”, nella </span><em style="font-size: medium;">doxa</em><span style="font-size: medium;">: l’opinione.<br />
</span><span style="font-size: medium;">Per accedere al presente appare chiaro che non bisogna rimandare, e non bisogna ridurre l’attenzione su ciò che in ogni momento accade e si manifesta; bisogna assumere l’incontro, non sostituirlo. Tendenzialmente viviamo nella media, nella </span><em style="font-size: medium;">doxa,</em><span style="font-size: medium;"> come in una sorta di abitudine dove tutto è un po’ avvilito e sciupato. Per evitare questo appiattimento e spegnimento bisogna evitare la procrastinazione, ed anche la troppa familiarità che attutisce l’intensità di un avvenimento. Mantenere il presente perché non posso e non devo supporre di poter tornare nelle medesime condizioni.<br />
</span><span style="font-size: medium;">Parallelamente bisogna accettare il consiglio della Cina, quindi imparare e accettare di differire. Differire significa essere fiduciosi dello sviluppo dei processi in corso, lasciare posto all’immanenza, cioè a ciò che sfugge; questo darà un frutto che non so nemmeno immaginare, e che neppure mi aspetto. Un po’ come quando si dice che “la notte porta consiglio”, così questo processo che sfugge a una vigile consapevolezza, agisce e lavora, portando le cose ad evolversi: durante la notte qualcosa infatti si è fatto strada in noi, ma lo si scopre solo la mattina.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">In conclusione, dopo la discussione tra gli ospiti presenti, Jullien termina parlando dell&#8217;ultima parola chiave: <em>energia</em>, che rappresenta un altro punto di scarto tra il pensiero cinese e quello occidentale. In Cina esiste un concetto che significa energia, soffio, respiro; esiste proprio una fenomenologia del respiro, con una fase di apertura e di chiusura. Per i cinesi il mondo muore e rinasce ogni giorno, e questo segna la continuità del processo: il passaggio è continua transizione. La forza della Cina è che sa fare come noi, ma anche altrimenti, accogliendo, in armonia, l’esterno. L’Europa pensa alla percezione, la Cina percepisce e repira.<br />
</span><span style="font-size: medium;">E su queste suggestive considerazioni e approfondimenti circa la cultura orientale, François Jullien ci saluta, terminando l&#8217;ultimo emozionante incontro del primo giorno del Forum 2011.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-size: medium;">Laura Ghirlandetti</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="tweetthis" style="text-align:left;"><p> <a target="_blank" rel="nofollow" class="tt" href="http://twitter.com/intent/tweet?text=Report%3A+Fran%C3%A7ois+Jullien+%7C+Imparare+il+presente%2C+riconoscere+il+cambiamento+http%3A%2F%2Fis.gd%2FAVyY5L" title="Post to Twitter"><img class="nothumb" src="http://www.artforbusiness.it/forum2011/wp-content/plugins/tweet-this/icons/en/twitter/tt-twitter-micro3.png" alt="Post to Twitter" /></a> <a target="_blank" rel="nofollow" class="tt" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.artforbusiness.it/forum2011/?p=1404&amp;t=Report%3A+Fran%C3%A7ois+Jullien+%7C+Imparare+il+presente%2C+riconoscere+il+cambiamento" title="Post to Facebook"><img class="nothumb" src="http://www.artforbusiness.it/forum2011/wp-content/plugins/tweet-this/icons/en/facebook/tt-facebook-micro3.png" alt="Post to Facebook" /></a> <a target="_blank" rel="nofollow" class="tt" href="https://mail.google.com/mail/?ui=2&amp;view=cm&amp;fs=1&amp;tf=1&amp;su=Report%3A+Fran%C3%A7ois+Jullien+%7C+Imparare+il+presente%2C+riconoscere+il+cambiamento&amp;body=Link:+http://www.artforbusiness.it/forum2011/?p=1404%0D%0A%0D%0A----%0D%0A+%0D%0A%0D%0A%E2%80%9CIl+presente+richiede+attenzione%2C+ascolto%2C+cura%2C+consapevolezza.+Per+riconoscere+il+cambiamento+bisogna+vincere+la+difficolt%C3%A0+di+stare+sul+pres..." title="Send Gmail"><img class="nothumb" src="http://www.artforbusiness.it/forum2011/wp-content/plugins/tweet-this/icons/en/gmail/tt-gmail-micro3.png" alt="Send Gmail" /></a> <a target="_blank" rel="nofollow" class="tt" href="http://www.linkedin.com/shareArticle?mini=true&amp;url=http://www.artforbusiness.it/forum2011/?p=1404&amp;title=Report%3A+Fran%C3%A7ois+Jullien+%7C+Imparare+il+presente%2C+riconoscere+il+cambiamento&amp;summary=%0D%0A%0D%0A%E2%80%9CIl+presente+richiede+attenzione%2C+ascolto%2C+cura%2C+consapevolezza.+Per+riconoscere+il+cambiamento+bisogna+vincere+la+difficolt%C3%A0+di+stare+sul+pres...&amp;source=Art For Business Forum 2011" title="Post to LinkedIn"><img class="nothumb" src="http://www.artforbusiness.it/forum2011/wp-content/plugins/tweet-this/icons/en/linkedin/tt-linkedin-micro3.png" alt="Post to LinkedIn" /></a></p></div>]]></content:encoded>
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		<title>Report: 6&#215;6 Esplorare le parole</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Dec 2011 14:45:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara Angelini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>

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		<description><![CDATA[<p></p> <p>Sei artisti provenienti dai campi più svariati, sei parole nate dall&#8217;urgenza di misurare e lanciare i dadi della nostra contemporaneità. Valeria Cantoni presenta i partecipanti e gli argomenti dell&#8217;incontro 6&#215;6: Esplorare le parole.</p> <p>Cesare Pietroiusti, artista fuori dall&#8217;ordinario in linea con le avanguardie degli anni sessanta/settanta, prende il microfono per dare immediatamente la parola [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1395" title="decq" src="http://www.artforbusiness.it/forum2011/wp-content/uploads/2011/12/MG_2314.jpg" alt="" width="600" height="400" /></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Sei artisti provenienti dai campi più svariati, sei parole nate dall&#8217;urgenza di misurare e lanciare i dadi della nostra contemporaneità. <strong>Valeria Cantoni </strong>presenta i partecipanti e gli argomenti dell&#8217;incontro <em>6&#215;6: Esplorare le parole</em>.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>Cesare Pietroiusti</strong>, artista fuori dall&#8217;ordinario in linea con le avanguardie degli anni sessanta/settanta, prende il microfono per dare immediatamente la parola al “purè di fave di Giovanni”. È proprio questo purè che ci introduce al tema del <strong>piacere</strong>, raccontando il rapporto con il suo creatore, di cui è l&#8217;amalgama ininterrotta del discorso, vicino alla propria origine quanto alla propria fine. E se la fine ha a che fare con l&#8217;intensificazione del piacere, il purè di fave ci tiene a sottolineare che le due cose non coincidono affatto come noi crediamo. Il piacere non può essere il momento della scarica, dell&#8217;azzeramento del desiderio, della liberazione dalla fame. Giovanni, infatti, il suo creatore, non lo considera più come un cibo la cui funzione è liberare dalla fame qualcuno: la fame è un&#8217;urgenza che va sentita e non sentita, uno strumento che va utilizzato. Così facendo si potrà raggiungere una sospensione tra la tensione del desiderio e la scarica che segna la fine del piacere. Lo scopo quindi non dovrebbe essere l&#8217;andare – non c&#8217;è meta – ma lo <em>stare</em>. Stare nell&#8217;attesa, renderla fluida, trasformarla essa stessa in un piacere, senza più distinzioni. Anche Epicuro, d&#8217;altronde, diceva: “Il piacere fondamentale è la vita”. In un mondo sempre più veloce, che punta sempre più al risultato, al “tutto e subito”, questa idea di godimento a lungo termine risulta rivoluzionaria. Pietroiusti ci invita a “creare il tempo, invece di consumarlo solamente”, attraverso la sensibilizzazione dei sensi che distruggono ogni regola temporale e ci donano una nuova dimensione, quella delle piccole cose, del piacere presente in ogni momento, possibile solo stando sull&#8217;orlo, sul baratro, con coraggio e in uno stato di totale abbandono, combattendo contro la nostra fretta di consumare, che altro non è che paura di desiderare.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">I bambini questa paura non ce l&#8217;hanno, ed è per questo che sono gli esseri umani più organici e liberi: riescono a stare, senza doverci pensare, stanno e basta; provano piacere nel mangiare, nel guardare, nel toccare, nel giocare. Tornare a giocare è un ottimo metodo per riappropriarci di noi stessi e lo sa bene <strong>Mauro Sargiani</strong>, scrittore a cui, improvvisamente, le parole non sono più bastate. Ma incominciamo dal principio. La poesia è<strong> gioco</strong>. La poesia è musica. La poesia è l&#8217;opposto della norma che insegnano a scuola, che tende a mettere in ordine le parole scelte dai bambini in modo che raggiungano uno scopo preciso. La poesia è libertà: quella propria, da coltivare, e quella degli altri, da rispettare. Libertà anche dagli stili: “Contro il governo dannunziano dello stile super aggettivato.. preferisco stare con i Sex Pistols” &#8211; perchè la poesia è come un cibo buono, che consegniamo a qualcun altro come nutrimento e che può prendere infinite forme una volta inghiottita da un altro organismo. Mauro ha sentito il forte bisogno di comunicare, di nutrire, di trasformare qualcosa e donarlo a qualcun altro a cui poteva essere utile.. ma “le parole non misuravano più il mondo e il mondo non voleva più farsi misurare dalle parole”. Ed è da quest&#8217;urgenza che nasce <em>Elefante Rosso Produzioni</em>, sul cui sito si possono vedere i tavoli e gli altri mobili unici costruiti a mano da Sargiani. Tra questi, il tavolo <em>Talit</em>, utilizzato durante le conferenze di <em>Art For Business Forum 2011</em>: alla prima occhiata un tavolo “normale”, che nasconde però segreti, giochi di colori, incastonature, cassetti, doppi fondi. Il costruire ha risposto al bisogno di cambiare abitudini, di “emigrare dagli schemi fino a quel momento conosciuti”, obbligando Mauro a movimenti e tempi diversi utili nel proprio lavoro, come nella vita. Arte e vita sono per l&#8217;artista una cosa sola: l&#8217;artista non fa, l&#8217;artista è.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Piccole precisazioni che fanno la differenza, dettagli che danno la svolta, come quelli che cerca e studia <strong>Gianandrea Noseda</strong>, direttore d&#8217;orchestra di fama internazionale. La musica è un cibo buono, direbbe Mauro Sargiani, e sta alla curiosità e al talento del direttore e del musicista coglierne il senso e farla propria. Nel ritmo quotidiano scandito da una tendenza alla velocizzazione, all’ottimizzazione del tempo, siamo sempre più facilmente condotti alla superficialità, alla distrazione. Emerge dirompente la necessità, l’essenzialità della finezza; quell’elemento che ci rapisce dal vortice della frenesia e ci riporta verso la riflessione. ”<em>Lavorare sull’essere e non sul fare</em>”, è questo il punto di partenza del maestro Noseda. L’analisi della parola “<em>dettaglio</em>” condotta nell’ambito della propria realtà lavorativa si compone di numerose sfumature, dalla capacità di lettura allo spirito di curiosità, dall’attenzione all’osservazione. La pratica musicale è cosi rappresentata come un linguaggio ludico, capace di instaurare un’aurea intima, aprendo le porte alla nostra percezione sensoriale. Il dettaglio nella musica è quell’elemento che presuppone la capacità di stupirsi, che ci porta ad accettare con coraggio la consapevolezza di non essere detentori di alcuna verità, e che ci insegna a prenderci cura anche del particolare più piccolo più infinitesimale, arricchendolo d’infinite sfumature. ”<em>Più piccola è una nota più cure necessita</em>”. Ed ecco che la musica si trasforma in parole e librandosi nell’aria pizzica le corde dei sentimenti. Attraverso il racconto di un episodio che ha caratterizzato il suo primo impiego come insegnante, Noseda ci narra di essersi spogliato dalle vesti di educatore per lasciarsi guidare all’apprendimento di quell’abilità che solo l’innocenza può insegnare. La storia si arricchisce così di nuovi protagonisti: Iacopo e le formiche. Durante una gita al parco con il maestro Noseda, mentre i compagni giocavano indisturbati, Iacopo richiama l’attenzione dell’insegnante facendogli notare gioioso, la presenza di una buca gremita di formiche. In un mondo fatto di apparenze finzioni e ruoli malamente interpretati, la chiave di volta continua a essere la semplicità, quella estremamente pura dell’innocenza. E quale guida migliore alla vita potremmo trovare, se non quella di un bambino che t’invita a osservare nell’infinità di una superficie un insieme di formiche che operano la terra? Quale migliore mentore può portarci ad abbandonare la sterile disattenzione adulta e indirizzarci all’osservazione spontanea del dettaglio, alla cura per l’attenzione? Il <strong>dettaglio</strong> è fondamentale perché potrebbe darci la chiave del pezzo e, volendo, stravolgere completamente la nostra lettura precedente.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Bisogna avere il coraggio di farsi cambiare dalle cose e, di conseguenza, rinunciare a qualche nostra certezza. Mettersi in uno stato di instabilità, che non è di per sé uno stato negativo; <strong>Giorgio Barberio Corsetti</strong>, regista romano di teatro sperimentale, sottolinea come persino la parola <em>verità</em>, in greco, sia composta da una negazione: Aletheia – <em>non</em> essere nascosto. Essere instabili ci obbliga a stare all&#8217;erta o, meglio, in ascolto. È questa l&#8217;essenza del lavoro del regista, che deve ascoltare i propri attori, capire cosa si muove dentro di loro e incanalare il tutto in modo che sia funzionale all&#8217;insieme. Si parla di un ascolto attivo, necessario a coloro che cercano di superare la paura dell&#8217;ignoto – la stessa paura che ci impedisce di tentare, di sentirci liberi di sbagliare, la stessa paura su cui fanno leva tutti quelli che ci vogliono opprimere. Ma l&#8217;<strong>instabilità</strong>, va ricordato, c&#8217;entra anche con l&#8217;esporsi, con l&#8217;avventura. Un concetto che per l’artista è bene rappresentato dal momento delle prove generali, espresso in termini metaforici attraverso il racconto di un viaggio in macchina verso Roma dove, a causa di un incidente sull’autostrada, si determina un incolonnamento; mentre l’artista procede in direzione opposta, osserva le macchine inconsce procedere serenamente verso il blocco stradale senza sapere quello che li aspetta. Ecco che il lavoro degli attori e del regista assume l’essenza di un cammino verso un tempo contrario a quello percepito, un viaggio dal futuro verso il presente, dove gli attori non sono mai esecutori meccanici e ripetitivi di uno stesso tragitto, ma veicoli che cercano di dare una direzione a quello che si crea. L&#8217;instabilità non ci permette di fuggire dal qui ed ora ma ci obbliga a essere presenti e consapevoli delle nostre azioni in ogni momento.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Al contrario, molti di noi si costruiscono vie d&#8217;uscita – dal lavoro, dalle relazioni, da se stessi. Come? Seminando malintesi. Il malinteso altro non è che una via di fuga per noi, o una trappola per qualcun altro. Lo definisce così <strong>David Riondino</strong>, artista multitasking, che ha sperimentato tutte le strade dell&#8217;arte. Ma quando la parola <strong>malinteso</strong> può assumere un significato positivo? Riondino trova un esempio illuminante, quasi romantico: il Don Chisciotte della Mancia.<br />
</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif; font-size: medium;">- Visto? 	Sono mulini.<br />
</span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">- Certo 	che sono mulini, ma fino ad un attimo fa erano giganti. </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif; font-size: medium;">Si sono trasformati per impedirmi di raggiungerli.<br />
</span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif; font-size: medium;">La realtà che vediamo è solo una delle tante possibili, quella che il manipolatore di turno ci propone. Don Chisciotte accetta di stare nel malinteso e fa della propria vita un&#8217;azione eroica degna d&#8217;essere vissuta. Nel gioco del malinteso, sta il suggerimento: siate oltre l&#8217;apparenza.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Abbiate il coraggio di vivere, come esorta <strong>Odile Decq</strong>, architetto francese, autrice del Macro a Roma. La condizione in cui viviamo, aggiunge, non è mai l&#8217;unica possibile; bisogna cercare di pensare e agire diversamente, accettare di potersi perdere per trovare cose nuove. L&#8217;innovazione parte da noi, dalla nostra cultura, così ricca, unita alla capacità di rischiare. Non esiste creatività senza <strong>coraggio</strong>. Per questo l&#8217;unica consegna che Odile dà ai suoi studenti di architettura è sognare. Sognare un altro mondo possibile – sognare anche l&#8217;impossibile. Non si tratta di un invito all&#8217;utopia, ma andare oltre il conosciuto con entusiasmo e responsabilità verso il futuro.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">La Dottoressa Cantoni raccoglie le fila dei sei artisti con le loro sei parole e ne aggiunge un&#8217;altra: stupore. L&#8217;innovazione è qualcosa che accade e provoca stupore, perché trasforma qualcosa di già conosciuto in qualcosa di nuovo. Imparare a stupirsi – o meglio, tornare a stupirsi – è un passo fondamentale per conquistare nuove visioni e portare piccole innovazioni nel proprio quotidiano. Il leader deve mirare alla libertà e alla responsabilità. Come l&#8217;artista, è una figura che porta nutrimento e deve insegnare a vedersi nel processo, ricercando e proponendo una nuova consapevolezza. La consapevolezza dello stare.</span></span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Paola Galassi, Valentina Nicolò</span></span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><br />
</span></span></p>
<div class="tweetthis" style="text-align:left;"><p> <a target="_blank" rel="nofollow" class="tt" href="http://twitter.com/intent/tweet?text=Report%3A+6%C3%976+Esplorare+le+parole+http%3A%2F%2Fis.gd%2FlN53KP" title="Post to Twitter"><img class="nothumb" src="http://www.artforbusiness.it/forum2011/wp-content/plugins/tweet-this/icons/en/twitter/tt-twitter-micro3.png" alt="Post to Twitter" /></a> <a target="_blank" rel="nofollow" class="tt" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.artforbusiness.it/forum2011/?p=1394&amp;t=Report%3A+6%C3%976+Esplorare+le+parole" title="Post to Facebook"><img class="nothumb" src="http://www.artforbusiness.it/forum2011/wp-content/plugins/tweet-this/icons/en/facebook/tt-facebook-micro3.png" alt="Post to Facebook" /></a> <a target="_blank" rel="nofollow" class="tt" href="https://mail.google.com/mail/?ui=2&amp;view=cm&amp;fs=1&amp;tf=1&amp;su=Report%3A+6%C3%976+Esplorare+le+parole&amp;body=Link:+http://www.artforbusiness.it/forum2011/?p=1394%0D%0A%0D%0A----%0D%0A+%0D%0A%0D%0ASei+artisti+provenienti+dai+campi+pi%C3%B9+svariati%2C+sei+parole+nate+dall%27urgenza+di+misurare+e+lanciare+i+dadi+della+nostra+contemporaneit%C3%A0.+Valeri..." title="Send Gmail"><img class="nothumb" src="http://www.artforbusiness.it/forum2011/wp-content/plugins/tweet-this/icons/en/gmail/tt-gmail-micro3.png" alt="Send Gmail" /></a> <a target="_blank" rel="nofollow" class="tt" href="http://www.linkedin.com/shareArticle?mini=true&amp;url=http://www.artforbusiness.it/forum2011/?p=1394&amp;title=Report%3A+6%C3%976+Esplorare+le+parole&amp;summary=%0D%0A%0D%0ASei+artisti+provenienti+dai+campi+pi%C3%B9+svariati%2C+sei+parole+nate+dall%27urgenza+di+misurare+e+lanciare+i+dadi+della+nostra+contemporaneit%C3%A0.+Valeri...&amp;source=Art For Business Forum 2011" title="Post to LinkedIn"><img class="nothumb" src="http://www.artforbusiness.it/forum2011/wp-content/plugins/tweet-this/icons/en/linkedin/tt-linkedin-micro3.png" alt="Post to LinkedIn" /></a></p></div>]]></content:encoded>
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		<title>Report: Dalla sponsorizzazione all&#8217;apprendimento</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 15:07:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara Angelini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>

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		<description><![CDATA[<p></p> <p>Da una parte Catterina Seia, dall’altra Jens R. Jenssen. Da un lato il buon insegnamento, dall’altro il giusto esempio. Attraverso il loro contributo durante l’incontro Dalla sponsorizzazione all’apprendimento si è cercato di dare risposta ad alcune domande che tornano sempre più spesso nei dibattiti contemporanei: come è possibile conciliare gli investimenti in arte di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1386" title="DSC_1057mm" src="http://www.artforbusiness.it/forum2011/wp-content/uploads/2011/12/DSC_1057mm.jpg" alt="" width="600" height="399" /></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Da una parte <strong>Catterina Seia</strong>, dall’altra <strong>Jens R. Jenssen</strong>. Da un lato il buon insegnamento, dall’altro il giusto esempio. Attraverso il loro contributo durante l’incontro <em>Dalla sponsorizzazione all’apprendimento</em> si è cercato di dare risposta ad alcune domande che tornano sempre più spesso nei dibattiti contemporanei: come è possibile conciliare gli investimenti in arte di un’azienda con il suo core business? Le imprese sono in grado di valorizzare tali scelte?<br />
</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif; font-size: medium;">Nel lavoro effettuato da Catterina Seia, cultural manager, e da Jens R. Jenssen, Direttore HR di Statoil, c’è un punto di partenza comune: l’ascolto. In entrambi i casi, infatti, si è data grande attenzione alle impressioni e alle sensazioni di coloro che vivevano la realtà indagata: da un lato le istituzioni culturali, le fondazioni e tutti gli stakeholder che gravitano intorno al mondo delle sponsorizzazioni, dall’altro i dipendenti della Statoil company.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">La Dott.ssa Seia si è resa l&#8217;illustre portavoce del X Rapporto Sponsorizzazioni del Giornale dell’Arte; sono stati ascoltati per cento ore i decisori degli enti territoriali (Ministero, Amministrazioni locali, istituzioni culturali di diverso tipo) per comprendere come la rete dei loro rapporti si stesse evolvendo e quali potessero essere le difficoltà nel percorso di cooperazione. Dalle cento ore è emerso come il concetto stesso di sponsorizzazione stia scomparendo, per fare posto a nuove forme di cooperazione; è emersa anche la necessità di una progettualità di lungo periodo non incentrata esclusivamente sulla comunicazione esterna e sul fund raising, ma nell’ottica di esperienze nuove di contaminazione proficua.<br />
</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif; font-size: medium;">Catterina Seia ha citato il Fedro di Platone e ha reso così ancora più evidente la necessità di unire le forze per uno scopo che deve farsi comune: “ Il raccolto sarà abbondante solo se il solco è diritto, se i due cavalli che trainano l’aratro marciano alla stessa velocità.”. In un momento delicato e difficile come questo, bisogna ripartire dal basso per rifondare una partnership che non sia solo accessoria, ma che sia il prerequisito dal quale evolversi. La trasformazione è già in atto, ma la Dott.ssa Seia non ci ha rasserenato e ha sottolineato come tale progetto sia di complicata realizzazione. Entrambi i cavalli hanno un ruolo attivo e solo lavorando insieme potranno svolgere il lavoro al meglio. Le energie ci sono tutte, bisogna saperle sfruttare. “Gli investimenti non devono essere solo di denaro, ma di significato”, e noi siamo alla ricerca di questo significato che insieme alle arti sia capace di farci fare il salto di qualità. Questo è il momento di aver coraggio e di puntare sugli asset immateriali come l’immagine, i valori, la reputazione e le relazioni.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Chi di questi insegnamenti ha fatto tesoro è sicuramente Jens R. Jenssen. In Statoil ha voluto mettere sotto il dipartimento di Risorse Umane l’Art Programme, integrandolo così nel core business aziendale. Scelta azzardata, ma sicuramente vincente. La multinazionale norvegese impegnata nel campo della produzione energetica, dopo aver per anni collezionato opere d’arte, è giunta nel 2008 a mettere in discussione il valore del lavoro di raccolta; gli stessi dipendenti hanno sottolineato come il lavoro di collezionismo e di esposizione delle opere fosse troppo lontano dalla loro quotidianità e poco funzionale per il loro lavoro. Consigliati da critici, collezionisti e curatori di altri Art Programme aziendali, i manager di Statoil hanno scelto di riprogrammare il proprio programma artistico concentrandosi sull’apprendimento. Come afferma Jens R. Jenssen: “ The challenge isn’t buying and showing. It’s learning.”. L&#8217;arte quindi come fonte di apprendimento e coinvolgimento profondo delle persone dell’azienda. Jenssen non si ferma qui e continua a investire in arte contemporanea, in artisti viventi di grande qualità, in fotografie e in video installazioni. Attraverso l’esposizione pubblica e la comunicazione delle opere si può portare avanti un progetto di apprendimento che non si arresta alla singola azienda. “Learning and creativity is key to the future of Statoil.”. L’apprendimento e il dialogo tra le varie culture diventa la vera e unica sfida che l’arte deve saper affrontare per sviluppare un’apertura mentale a tutti i livelli. L’Art Programme per farsi strada deve insinuarsi nelle teste dei leader e da qui ripartire per raggiungere il dialogo necessario a un’implementazione di tutta la catena aziendale.<br />
</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif; font-size: medium;">Una nuova frontiera? L’art offshore, ossia portare l’arte sulle piattaforme petrolifere dove finalmente si potranno raggiungere tutti i livelli di integrazione. Arte visiva, letteratura, musica, architettura, design e gastronomia: in fondo la stessa consapevolezza di un bello per tutti.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Si è dunque parlato di arte, di aziende, ma soprattutto di persone che credono fermamente nella possibilità di ricercare una forza comune che possa legare due mondi all’apparenza lontani. Così lontani che mai ci sono apparsi tanto vicini.</span></span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Benedetta Marchesi, Elena Sabattini</span></span></p>
<p style="text-align: right;">&nbsp;</p>
<div class="tweetthis" style="text-align:left;"><p> <a target="_blank" rel="nofollow" class="tt" href="http://twitter.com/intent/tweet?text=Report%3A+Dalla+sponsorizzazione+all%E2%80%99apprendimento+http%3A%2F%2Fis.gd%2FLvG4wm" title="Post to Twitter"><img class="nothumb" src="http://www.artforbusiness.it/forum2011/wp-content/plugins/tweet-this/icons/en/twitter/tt-twitter-micro3.png" alt="Post to Twitter" /></a> <a target="_blank" rel="nofollow" class="tt" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.artforbusiness.it/forum2011/?p=1379&amp;t=Report%3A+Dalla+sponsorizzazione+all%E2%80%99apprendimento" title="Post to Facebook"><img class="nothumb" src="http://www.artforbusiness.it/forum2011/wp-content/plugins/tweet-this/icons/en/facebook/tt-facebook-micro3.png" alt="Post to Facebook" /></a> <a target="_blank" rel="nofollow" class="tt" href="https://mail.google.com/mail/?ui=2&amp;view=cm&amp;fs=1&amp;tf=1&amp;su=Report%3A+Dalla+sponsorizzazione+all%E2%80%99apprendimento&amp;body=Link:+http://www.artforbusiness.it/forum2011/?p=1379%0D%0A%0D%0A----%0D%0A+%0D%0A%0D%0ADa+una+parte+Catterina+Seia%2C+dall%E2%80%99altra+Jens+R.+Jenssen.+Da+un+lato+il+buon+insegnamento%2C+dall%E2%80%99altro+il+giusto+esempio.+Attraverso+il+loro+cont..." title="Send Gmail"><img class="nothumb" src="http://www.artforbusiness.it/forum2011/wp-content/plugins/tweet-this/icons/en/gmail/tt-gmail-micro3.png" alt="Send Gmail" /></a> <a target="_blank" rel="nofollow" class="tt" href="http://www.linkedin.com/shareArticle?mini=true&amp;url=http://www.artforbusiness.it/forum2011/?p=1379&amp;title=Report%3A+Dalla+sponsorizzazione+all%E2%80%99apprendimento&amp;summary=%0D%0A%0D%0ADa+una+parte+Catterina+Seia%2C+dall%E2%80%99altra+Jens+R.+Jenssen.+Da+un+lato+il+buon+insegnamento%2C+dall%E2%80%99altro+il+giusto+esempio.+Attraverso+il+loro+cont...&amp;source=Art For Business Forum 2011" title="Post to LinkedIn"><img class="nothumb" src="http://www.artforbusiness.it/forum2011/wp-content/plugins/tweet-this/icons/en/linkedin/tt-linkedin-micro3.png" alt="Post to LinkedIn" /></a></p></div>]]></content:encoded>
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		<title>Report: Che cos&#8217;è un&#8217;organizzazione contemporanea?</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 16:24:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Chiara Buffoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>A distanza di quasi un mese dal Forum, gli approfondimenti non sono ancora finiti. A partire da oggi, infatti, verranno pubblicati su questo blog tutti i report degli incontri della due giorni. Grazie al prezioso contributo degli studenti universitari che ci hanno accompagnato in questo percorso, saranno disponibili on line gli abstract degli interventi di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A distanza di quasi un mese dal Forum, gli approfondimenti non sono ancora finiti. A partire da oggi, infatti, verranno pubblicati su questo blog tutti i report degli incontri della due giorni.<br />
Grazie al prezioso contributo degli studenti universitari che ci hanno accompagnato in questo percorso, saranno disponibili on line gli abstract degli interventi di François Jullien, di Chris Bangle e di tutti i relatori che hanno animato Art For Business Forum 2011.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1361 aligncenter" title="DSC_0927" src="http://www.artforbusiness.it/forum2011/wp-content/uploads/2011/12/DSC_0927.jpg" alt="" width="600" height="399" /></p>
<p>Dopo una breve introduzione ai lavori da parte di <strong>Valeria Cantoni</strong>, presidente di Art For Business, e di <strong>Davide Rampello</strong>, presidente de La Triennale di Milano, inizia il primo dialogo di Art For Business Forum 2011. I partecipanti si sono confrontati sull’identità di un’organizzazione contemporanea. Ognuno in base alla propria esperienza ha cercato di definire il rapporto del  manager e dell’artista rispetto alla contemporaneità, indagando lo spirito giusto per poter fruire efficacemente del presente.<br />
<strong>Emilio Petrone</strong>, AD di Sisal, e <strong>Pietro Jarre</strong>, Vice President Business Development di Golder Associates Corporation, hanno dato il loro contributo partendo da un punto di vista economico: come viene intesa la contemporaneità nelle aziende? Quale ruolo l’arte occupa in esse? Leonardo Previ, Presidente di Trivioquadrivio, e Davide Rampello hanno indicato il rapporto che l’artista instaura con la contemporaneità e cosa si intende per “contemporaneità”.<br />
Leonardo Previ immagina la contemporaneità come un omino che ha in una mano una grandiosa scatola che rappresenta l’eredità, e nell’altra un bauletto raffigurante il futuro. La contemporaneità è il luogo della scelta in cui bisogna stabilire in quale misura emanciparsi rispetto a un ricco bagaglio ereditario, com’è quello italiano, e come arrischiarsi in un territorio inesplorato. Il focus del dibattito è il ruolo dell’oggi rispetto alle differenti sfere temporali. Come si posiziona l’artista tra queste? E il manager?</p>
<p>Petrone ritiene che il modo più opportuno per dirigere un’azienda e per farla fruttare sia l’innovazione. Un manager che prende la direzione di un’azienda dopo aver avuto dei predecessori si rapporta alle decisioni assunte in passato. La sua capacità risiede nel modificare il “come” della gestione. Petrone porta l’esempio della società di cui è amministratore delegato, Sisal: l’impronta innovativa è data dalla responsabilità sociale. L’impresa ha investito sull’arte svincolandosi dalla sua impostazione predefinita, rischiando a volte di sacrificare la performance dell’azienda stessa.<br />
Rampello, interrogato da Previ sulle possibili modalità di rinnovamento del “come”, parte dalla definizione di presente, poiché ritiene che per cambiare, per innovare, si debba riflettere sul presente e sul rapporto che l’uomo instaura con esso.<br />
Si avvale delle considerazioni di Sant’Agostino per dare una definizione di contemporaneità: <em>&#8220;Il presente delle cose passate è la memoria; il presente delle cose presenti è la vista; e il presente delle cose future è l&#8217;attesa.&#8221;<br />
</em>L’artista deve esser in grado di far tesoro del passato, ma svincolandosene. Questo è possibile soltanto capendo le dinamiche e i processi del presente.<br />
Riflettendo sull’oggi e su se stesso, l’artista muta la visione del mondo, cambia la sensibilità di giudizio. Lo stesso può accadere nelle imprese. Jarre racconta che il presente è un momento eccitante che consente alle aziende di crescere e sprovincializzarsi.</p>
<p>Ricordiamo la contemporaneità in Duchamp, che in una discussione su una sua opera, in forma anonima ha scritto in difesa di Fontana <em>“Mr Mutt ha creato un nuovo modo di pensare quell’oggetto, un oggetto comune collocato in modo che il suo significato utilitaristico sparisse sotto il nuovo titolo e il nuovo punto di vista.”<br />
</em>L’artista è in costante evoluzione: si riscopre continuamente e manifesta ogni nuova forma del suo essere tramite le opere d’arte.<br />
Indubbiamente cambiare è difficile, poiché si va incontro a rischi spesso non preventivati. Operare scelte lungimiranti consente di non compromettere il domani, il futuro. È questo, principalmente, lo scopo della contemporaneità: agire nel presente sempre con uno sguardo al futuro, non dimenticando il passato.<br />
L’uomo deve conoscere se stesso per cambiare la direzione dell’oggi, senza paura di commettere errori. La parola “errore”, come spiega Rampello, deriva da “errare” dunque vagare in diversi luoghi. L’uomo non nasce con la certezza di una meta da raggiungere, ma ha la consapevolezza che percorrerà varie tappe. <em>“Il figlio dell’uomo non ha dove posare il capo”</em> (Mt 8, 20); con tale citazione evangelica il Presidente de La Triennale sancisce l’idea che l’uomo è in grado di innovare e di innovarsi.</p>
<p style="text-align: right;">Ornella Bonomo</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="tweetthis" style="text-align:left;"><p> <a target="_blank" rel="nofollow" class="tt" href="http://twitter.com/intent/tweet?text=Report%3A+Che+cos%E2%80%99%C3%A8+un%E2%80%99organizzazione+contemporanea%3F+http%3A%2F%2Fis.gd%2FAYjvNY" title="Post to Twitter"><img class="nothumb" src="http://www.artforbusiness.it/forum2011/wp-content/plugins/tweet-this/icons/en/twitter/tt-twitter-micro3.png" alt="Post to Twitter" /></a> <a target="_blank" rel="nofollow" class="tt" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.artforbusiness.it/forum2011/?p=1359&amp;t=Report%3A+Che+cos%E2%80%99%C3%A8+un%E2%80%99organizzazione+contemporanea%3F" title="Post to Facebook"><img class="nothumb" src="http://www.artforbusiness.it/forum2011/wp-content/plugins/tweet-this/icons/en/facebook/tt-facebook-micro3.png" alt="Post to Facebook" /></a> <a target="_blank" rel="nofollow" class="tt" href="https://mail.google.com/mail/?ui=2&amp;view=cm&amp;fs=1&amp;tf=1&amp;su=Report%3A+Che+cos%E2%80%99%C3%A8+un%E2%80%99organizzazione+contemporanea%3F&amp;body=Link:+http://www.artforbusiness.it/forum2011/?p=1359%0D%0A%0D%0A----%0D%0A+A+distanza+di+quasi+un+mese+dal+Forum%2C+gli+approfondimenti+non+sono+ancora+finiti.+A+partire+da+oggi%2C+infatti%2C+verranno+pubblicati+su+questo+blog+t..." title="Send Gmail"><img class="nothumb" src="http://www.artforbusiness.it/forum2011/wp-content/plugins/tweet-this/icons/en/gmail/tt-gmail-micro3.png" alt="Send Gmail" /></a> <a target="_blank" rel="nofollow" class="tt" href="http://www.linkedin.com/shareArticle?mini=true&amp;url=http://www.artforbusiness.it/forum2011/?p=1359&amp;title=Report%3A+Che+cos%E2%80%99%C3%A8+un%E2%80%99organizzazione+contemporanea%3F&amp;summary=A+distanza+di+quasi+un+mese+dal+Forum%2C+gli+approfondimenti+non+sono+ancora+finiti.+A+partire+da+oggi%2C+infatti%2C+verranno+pubblicati+su+questo+blog+t...&amp;source=Art For Business Forum 2011" title="Post to LinkedIn"><img class="nothumb" src="http://www.artforbusiness.it/forum2011/wp-content/plugins/tweet-this/icons/en/linkedin/tt-linkedin-micro3.png" alt="Post to LinkedIn" /></a></p></div>]]></content:encoded>
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		<title>Intervista a Cesare Pietroiusti &#124; La collaborazione</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 16:18:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Antonini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>

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		<description><![CDATA[<p></p> <p>Intervista di Ginevra Are</p> <p> </p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="560" height="315"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/qrzoZmd5_Qk?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/v/qrzoZmd5_Qk?version=3&amp;hl=it_IT" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p>Intervista di Ginevra Are</p>
<div class="tweetthis" style="text-align:left;"><p> <a target="_blank" rel="nofollow" class="tt" href="http://twitter.com/intent/tweet?text=Intervista+a+Cesare+Pietroiusti+%7C+La+collaborazione+http%3A%2F%2Fis.gd%2Fnmubxy" title="Post to Twitter"><img class="nothumb" src="http://www.artforbusiness.it/forum2011/wp-content/plugins/tweet-this/icons/en/twitter/tt-twitter-micro3.png" alt="Post to Twitter" /></a> <a target="_blank" rel="nofollow" class="tt" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.artforbusiness.it/forum2011/?p=1355&amp;t=Intervista+a+Cesare+Pietroiusti+%7C+La+collaborazione" title="Post to Facebook"><img class="nothumb" src="http://www.artforbusiness.it/forum2011/wp-content/plugins/tweet-this/icons/en/facebook/tt-facebook-micro3.png" alt="Post to Facebook" /></a> <a target="_blank" rel="nofollow" class="tt" href="https://mail.google.com/mail/?ui=2&amp;view=cm&amp;fs=1&amp;tf=1&amp;su=Intervista+a+Cesare+Pietroiusti+%7C+La+collaborazione&amp;body=Link:+http://www.artforbusiness.it/forum2011/?p=1355%0D%0A%0D%0A----%0D%0A+%0D%0A%0D%0AIntervista+di+Ginevra+Are" title="Send Gmail"><img class="nothumb" src="http://www.artforbusiness.it/forum2011/wp-content/plugins/tweet-this/icons/en/gmail/tt-gmail-micro3.png" alt="Send Gmail" /></a> <a target="_blank" rel="nofollow" class="tt" href="http://www.linkedin.com/shareArticle?mini=true&amp;url=http://www.artforbusiness.it/forum2011/?p=1355&amp;title=Intervista+a+Cesare+Pietroiusti+%7C+La+collaborazione&amp;summary=%0D%0A%0D%0AIntervista+di+Ginevra+Are&amp;source=Art For Business Forum 2011" title="Post to LinkedIn"><img class="nothumb" src="http://www.artforbusiness.it/forum2011/wp-content/plugins/tweet-this/icons/en/linkedin/tt-linkedin-micro3.png" alt="Post to LinkedIn" /></a></p></div>]]></content:encoded>
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