Nato il 26 giugno 1950 ad Albenga (Savona). Si laurea in lettere e poi in storia dell’arte.
A soli 29 anni, firma come autore la prima serata del sabato di Raiuno (“Fantasticoâ€) ma, prima di dedicarsi alla scrittura, svolge l’attività di insegnante e Preside in un istituto superiore di Genova.
Da allora Antonio Ricci ha scritto programmi che hanno fatto la storia della televisione italiana precorrendo i tempi e destrutturando attraverso un nuovo linguaggio i canoni preesistenti.
Da 23 anni firma il cult televisivo “Striscia la notiziaâ€.
Per il cinema, ha scritto la sceneggiatura del film “Cercasi Gesù†(1982), interpretato da Beppe Grillo, Fernando Rey e Maria Schneider, per la regia di Luigi Comencini.
Nell’ambito editoriale, Antonio Ricci ha pubblicato per Einaudi il saggio “Striscia la Tivù†(1998), libro costruito come una piccola enciclopedia che svela segreti e divertenti retroscena del piccolo schermo, testo pubblicato da Mondadori in una edizione speciale (2007) con una prefazione rinnovata.
Insignito dei più importanti premi di satira e di spettacolo, Antonio Ricci è stato altresì premiato con i più importanti riconoscimenti giornalistici.
Antonio Ricci è stato spesso invitato a tenere lezioni e seminari presso atenei italiani e stranieri.
Straordinaria nel 1999 la sua esperienza didattica alla Sorbona di Parigi, dove ha tenuto un ciclo di tre lezioni sulla televisione.
Nel 1996 interviene a Firenze al seminario “Il Mondo della comunicazione e la lingua nazionaleâ€, serie di dibattiti presieduti da Giovanni Nencioni, storico presidente dell’Accademia della Crusca (Istituto nazionale per lo studio e la salvaguardia della lingua italiana). Di fronte a una platea di linguisti e studiosi, Ricci racconta la fenomenologia del “fu-fuâ€, gesto di Massimo D’Alema (allora Presidente del Consiglio dei Ministri) di soffiarsi nei pugni. Colto e reiterato da “Striscia la notiziaâ€, il tormentone del 1995 è stato commentato così dall’accademico Tullio De Mauro: “Anche il ‘fu-fu’ può svolgere una funzione culturaleâ€.
All’autore va infatti dato il merito di aver creato, attraverso l’uso del linguaggio e delle immagini e la commistione di generi, personaggi e modi di dire entrati a far parte dell’immaginario degli italiani.
Sono molti i neologismi lanciati nelle sue trasmissioni e inseriti nei dizionari della lingua italiana.
CULTURA DI MASSA E CULTURA DI ÉLITE
SABATO 19 NOVEMBRE | ORE 15.30-17.30
SALONE D’ONORE | SEMINARIO PARTECIPATIVO